Italia

L’Ema avvia la revisione del vaccino Sinovac

L'Agenzia europea del Farmaco ha avviato l'esame (in 'rolling review') del vaccino sviluppato dalla cinese Sinovac. La richiesta proviene dalla azienda farmaceutica italiana Life'On

L’Agenzia europea per i medicinali (Ema) ha avviato la procedura di revisione ciclica (rolling review) del vaccino cinese Sinovac. Lo annuncia l’Agenzia su Twitter.

L’Ema ha avviato l’esame del siero inattivato – Vero cell – sviluppato da Sinovac Life Sciences Co. Il richiedente è l’azienda farmaceutica italiana Life’On S.r.l., il ramo specializzato nei vaccini del gruppo Orofino, con sede a Pomezia.
Il Comitato per i medicinali per uso umano dell’Ema ha avviato la procedura di revisione continua (rolling review) del vaccino Sinovac sulla base “di risultati preliminari di studi di laboratorio (dati non clinici) e studi clinici. Questi studi suggeriscono che il vaccino inneschi la produzione di anticorpi che colpiscono il Sars-Cov-2, il virus che causa Covid-19, e possa aiutare a proteggere dalla malattia”, si legge in una nota dell’Ema. L’Ema valuterà i dati non appena saranno disponibili per decidere se i benefici superano i rischi. L’analisi continuerà fino a quando non saranno disponibili prove sufficienti per una domanda formale di autorizzazione all’immissione in commercio.

La Sicilia “rompe” le regole del piano nazionale dei vaccini e da mercoledì 5 maggio apre alle prenotazioni per gli over 50 e da venerdì 7 maggio dà il via alla vaccinazione di massa nelle isole minori, prima Lampedusa e Linosa poi le altre.

Il governatore della Sicilia. Nello Musumeci disubbidisce alle direttive nazionali e decide di vaccinare i cittadini dai 50 anni in su e di varare le isole Covid free. “Non abbiamo poteri sanzionatori o coercitivi per convincere i riottosi, i diffidenti, gli ultraottantenni e persino i soggetti fragili, a sottoporsi al vaccino. Quindi noi abbiamo deciso di aprire, a partire da domani (mercoledì 5 maggio, ndr), la prenotazione ai cittadini dai 50 in su”, ha detto il presidente della Regione Siciliana incontrando la stampa a Palazzo d’Orleans per fare il punto sulla campagna vaccinale in Sicilia. “Non vogliamo disubbidire”, ma “dobbiamo andare avanti, dobbiamo vaccinare quanta più gente possibile – ha aggiunto Musumeci – abbiamo aspettato abbastanza e nessuno può accusarci di non aver rivolto la prioritaria attenzione alle fasce più deboli e fragili”. Nelle isole minori, a Lampedusa e Linosa la vaccinazione partirà questo fine settimana, da venerdì a domenica, per tutti i cittadini dai 18 anni in su. Da lunedì prossimo il vaccino sarà somministrato anche nelle altre isole minori”.

Restano ferme nei frigoriferi della regione 250mila dosi di Astrazeneca, secondo il governatore siciliano, a causa di una “psicosi comprensibile ma ingiustificata”. Il dato è stato fornito dal dirigente generale del Dipartimento per le Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico (Dasoe), Mario La Rocca nel corso della conferenza stampa a Palazzo d’Orleans per fare il punto sul piano vaccinale in Sicilia. “Niente più vaccini tenuti nei frigoriferi per mesi e mesi, niente più scorte rimaste a giacere nei frigoriferi in attesa che si operi questa conversione generale da parte dei cittadini diffidenti – ha aggiunto il presidente della Regione siciliana Nello Musumeci -. Dobbiamo andare avanti, dobbiamo vaccinare quanta più gente possibile. Abbiamo aspettato abbastanza e nessuno può accusarci di non aver rivolto la prioritaria attenzione alle fasce più deboli e fragili”.

In Sicilia, ha proseguito Musumeci, è stato immunizzato oltre il 10 per cento dei cittadini. “Significa che i cittadini appartenenti a questa categoria di immunizzati hanno ricevuto la prima e la seconda dose, compresi gli 860 cittadini che di dose ne hanno ricevuto solo una perché si sono sottoposti a inoculazione di Johnson & Johnson. Devo ringraziare – ha sottolineato – la minoranza dei medici di medicina generale che stanno collaborando nella ricerca del proprio paziente ultraottantenne prima per convincerlo a vaccinarsi e dopo per la somministrazione del vaccino. Vorrei sperare che anche da parte di tutti i medici di base ci possa essere questa contagiosa consapevolezza”.

da avvenire.it

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