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Le telecamere di Rai Uno raccontano la storia di san Francesco in Valle Santa

Le telecamere della trasmissione di Rai Uno "Paesi che vai" si sono soffermate per circa una settimana nel reatino per raccontare e divulgare la presenza di san Francesco nella nostra Valle Santa

Ciak, si gira in Valle Santa. Le telecamere di “Paesi che vai” si sono soffermate per circa una settimana nelle nostre zone, per immortalare e divulgare le bellezze spirituali, storiche e culturali dei nostri territori.

Le location scelte dalla troupe di Rai Uno sono state il belvedere del convento dei frati cappuccini di Colle San Mauro, le zone adiacenti alla Cattedrale di Rieti, il santuario di Fonte Colombo e quello di Greccio e le volte di Palazzo Papale, e sono state effettuate anche tramite un drone che si è alzato sui cieli di Rieti per delle riprese panoramiche sulla città.

Il programma mattutino domenicale di Rai Uno condotto da Livio Leonardi racconta l’incomparabile patrimonio culturale, artistico ed archeologico esteso sull’intero territorio nazionale e nel mondo, un grande “museo diffuso” da divulgare e promuovere: il territorio del nostro Bel Paese è infatti declinato nei suoi molteplici aspetti e risorse, con la storia, l’arte, l’architettura, i siti archeologici, i monumenti, la cultura, le tradizioni, gli usi e i costumi popolari, l’ambiente, le risorse naturali, le specialità enogastronomiche, le peculiarità dell’ingegno e del talento italiano ed internazionale.

La puntata girata nel reatino andrà in onda con tutta probabilità domenica 6 ottobre, a ridosso della solennità di san Francesco Patrono d’Italia, e racconterà la presenza del Poverello in Valle Santa, articolata in flash tra passato e presente.

Circa una ventina i figuranti impiegati per la trasmissione, tutti reatini, che hanno indossato con le alte temperature di questi giorni pesanti costumi di foggia duecentesca messi a disposizione dalla Confraternita di Misericordia di Rieti per rievocare il periodo trascorso da Francesco in Valle Santa. Papi, vescovi, nobili e popolane abbigliati con pesanti broccati si sono prestati con entusiasmo e allegria a vivere un’esperienza così particolare e certamente utile per far conoscere il nostro territorio.

Ad impersonare il protagonista, qualcuno perfettamente a suo agio nel saio francescano, padre Renzo Cocchi, guardiano del santuario di Poggio Bustone. «Me lo hanno chiesto per caso, durante i sopralluoghi – spiega –  così hanno anche scoperto che mi sono dilettato spesso nella recitazione. Certo, per un frate interpretare il ruolo di san Francesco è qualcosa di molto emozionante, e forse anche più facile per chi, come me, conosce bene la sua storia in Valle Santa».

Ora, non ci resta che aspettare ottobre.

 

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