Libri

Le storie, le immagini e le tradizioni di Accumoli rivivono in un libro

Sabato 7 dicembre presso la Sala Piovan sita nell’area Sae di Accumoli, si è svolta la presentazione del libro Accumoli nelle storie, storielle, memorie, poesie, miracoli ed immagini a cura dell’associazione Radici Accumolesi

Sabato 7 dicembre presso la Sala Piovan sita nell’area Sae di Accumoli, si è svolta la presentazione del libro Accumoli nelle storie, storielle, memorie, poesie, miracoli ed immagini a cura dell’associazione Radici Accumolesi.

Un testo che regala una vera e propria immersione nel passato più o meno recente del paese per far sì che il suo ricordo non si affievolisca.

Renzo Colucci, presidente di Radici Accumolesi, ha spiegato in primo luogo la genesi del progetto. «La cronistoria di questo libro nasce dopo una chiacchierata con alcuni collaboratori, quando decidemmo di acquisire dei racconti, con tanto di toponimi ed espressioni in lingua locale, per far vedere uno spaccato della nostra storia dagli anni Quaranta agli anni Settanta».

L’idea iniziale si è poi ampliata, tanto che nel testo sono anche presenti racconti che descrivono le attività commerciali, l’esperienza dei poeti del canto a braccio, gli inni, i giochi, gli usi e i costumi che rallegravano la vita del paese.

Un lavoro minuzioso, quindi, che guarda già al futuro. «Questo libro è un punto di partenza- ha continuato il presidente – ma bisogna acquisire altro materiale, soprattutto dalle frazioni, per poter conservare non solo la memoria di Accumoli ma di tutto il territorio». Si apre così la possibilità di perpetuare questa ricerca in una seconda edizione, nella quale inserire anche uno studio sulla lingua ed evidenziare le monografie di personaggi accumolesi che si sono distinti nelle varie discipline.

Un testo che si appella alla memoria degli abitanti e che suscita tante emozioni. Anche il sindaco, Franca D’Angeli, ha espresso il suo punto di vista: «Credo che questo debba essere solo un inizio che dà spunto a tante riflessioni, perché ci fa tornare con commozione al passato e ci rende consapevoli che ci siamo resi conto troppo tardi delle bellezze di Accumoli. Quindi, ripartiamo da qui, dalle cose che ci circondano, da quello che avevamo. Se manteniamo questo, siamo a buon punto poiché, se per l’urbanizzazione ci vorrà ancora tempo, ora abbiamo la possibilità di ricostruire noi stessi attraverso quello che eravamo».

In conclusione, l’intervento del professore Francesco Liazza, che ha iniziato il suo discorso con una premessa rivolta ai compaesani. «Smettiamola di sottovalutare noi stessi! Sottovalutare tutto quello che facciamo non fa altro che deprimerci. Ciò che non abbiamo osato fare è perduto, perciò adesso dobbiamo avere il coraggio di fare».

Spostando l’attenzione al testo ha poi sottolineato come questo libro disegni una mappa del passato per uscire dal presente. «Dobbiamo riuscire a capire se, dopo la perdita, siamo riusciti a conservare e ricostruire non solo gli edifici ma le comunità attraverso il senso del nostro passato, con quelle microstorie che raccontano la vera vita del paese».

Inoltre, il professore ha aperto la strada ad un dialogo che non si esaurisce con la storia di un solo paese, ma che dovrebbe estendersi anche ai comuni limitrofi. «In questo libro si narra la vita quotidiana di una comunità e sarebbe bello che si facesse anche con i comuni gemelli di Arquata e Amatrice, per superare le distinzioni nell’ottica di sviluppare una sola comunità. Mi auguro che questo sia un primo passo che ci consenta di rimetterci in cammino» ha infine affermato, con l’augurio che possano seguire altri volumi che continuino la collana.

Chiunque legga il volume si troverà quindi proiettato nel cuore della memoria di un’intera società che oggi più che mai appare fortificata dal proprio passato per guardare con ottimismo al futuro.

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