Lavori di gruppo al Meeting dei Giovani: ogni luogo ha senso se vi si trovano significati

Alla scoperta della fede, alla ricerca di nuovi orizzonti, per fare nuove esperienze di vita, per meglio coltivare l’orto della propria coscienza. Queste le motivazioni che hanno spronato i partecipanti del Meeting dei Giovani 2018. Questo ciò che è emerso dai gruppi di lavoro, tenutisi nell’ospitalità delle famiglie leonessane, che hanno amorevolmente predisposto i luoghi domestici, familiari, intimi, inviolabili, solamente per fare in modo di mettersi anche loro in gioco con i giovani del Meeting.

I gruppi sono stati tenuti dagli stessi giovani membri della Pastorale Giovanile, ponendosi anche loro al centro della sfida, misurandosi dapprima con sé stessi, e poi con il confronto con gli altri, dando il massimo delle loro capacità.

Nei gruppi si è ripresa la tematica conduttrice dello stesso, #ÈLORA. Dopo aver distribuito dei fogli di carta con delle penne, si è chiesto di tracciare la linea della propria vita, inserendo le “ore” di svolta, momenti dai quali hanno vissuto conversioni di spirito. Lo scopo è proprio quello di individuare degli obiettivi da perseguire per il prossimo meeting.

I gruppi sono stati formati a priori, assegnando all’iscrizione una tipologia di barca, per un totale di 10 barche, ognuna delle quali con un significato proprio e diverso. Ultimo passo del gruppo è quello di realizzare un elaborato da lasciare per la durata del ritiro sui monti leonessani.

Non facilmente i ragazzi dei gruppi hanno avviato le loro confessioni, ma con poco tempo si sono venuti a creare dei cenacoli di perfetta condivisione dalla quale ognuno ha saputo trarre il meglio dalle esperienze del vicino, rimboccandosi le maniche, al fine di trovare quella mano fraterna tanto desiderata.

Il bello del Meeting è proprio questo: il conoscere nuove esperienze di vita con le quali confrontarsi, dalle quali crescere e per le quali riprendere il cammino della vita alla fine di Mewe Leonessa 2018.

La forza dei gruppi, infine, è stata basata sulla varietà dei suoi componenti. Un giovane capogruppo, appunto, un sacerdote ed una persona consacrata; molti punti di vista, molte impressioni diverse date dagli ospiti, con i quali tutti, sin da ieri, si sono incontrati e relazionati.

Ed è sicuramente da queste biodiversità che questo terzo meeting potrebbe trovare nuove spinte e nuovi motori.

Rispondi