L’annosa questione degli Lsu sotto la lente di «Report»

L’annosa questione che riguarda gli LSU delle Regioni: Lazio, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sardegna e Sicilia, utilizzati a partire dagli anni 90 dai vari Enti Pubblici spesso anche in sostituzione di Dipendenti o addirittura in mancanza di questi, negli ultimi tempi è esplosa con forza e sono venuti a galla tutti i retroscena e l’amara “realtà” in cui sono costretti da più di venti anni migliaia di lavoratori e le loro famiglie.

Più precisamente, sotto la sigla LSU, sono comprese quelle attività che hanno per oggetto la realizzazione di opere e la fornitura di servizi di utilità collettiva mediante l’utilizzo di particolari categorie di soggetti titolari di trattamenti previdenziali, esteso successivamente anche ai disoccupati di lungo periodo iscritti nelle liste del collocamento. Ciò segna il passaggio da un modello essenzialmente assistenziale (welfare) ad un modello di tutela sociale (workfare) in cui il disoccupato, a fronte di un’indennità economica e un’assistenza previdenziale minima, fornisce una prestazione lavorativa “fuori mercato” in attività utili alla collettività, per un periodo tassativamente previsto dalla normativa di riferimento.

Una completa definizione dell’istituto si ha prima con il D. Lgs. 1° dicembre 1997, n. 468 che qualificava il lavoro socialmente utile come «strumento di politica attiva del lavoro, di qualificazione professionale e di creazione di nuovi posti di lavoro e di nuova imprenditorialità, anche sotto forma di lavoro autonomo o cooperativo» e poi con il D. Lgs. 28 febbraio 2000, n. 81, che aveva previsto la continuazione dell’esperienza di L.S.U. unicamente per i soggetti che nel periodo dal 1° gennaio 1998 al 31 dicembre 1999 avessero conseguito 12 mesi di attività e ne aveva ridimensionato la sfera di operatività.

Purtroppo però queste aspettative sono andate deluse con Il protrarsi delle attività socialmente utili oltre i termini indicati dal legislatore, che ha arrecato un evidente danno ai lavoratori, sia sotto l’aspetto retributivo che per spettanze non percepite, ma soprattutto sotto quello previdenziale e nello specifico per il mancato versamento dei contributi pensionistici a carico del datore di lavoro.

Ultimamente, grazie alla volontà all’operosità e alla lotta dei lavoratori, alcune Regioni stanno muovendo qualche passo in loro favore e con l’inchiesta di Report, le problematiche e i gravissimi disagi degli LSU saranno portati all’attenzione di tutti. Lunedi 23 ottobre la trasmissione televisiva andrà in onda su Rai Tre a partire dalle ore 21 e il servizio sul tema LSU sarà quello di apertura.

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