Chiesa di Rieti

L’Alcim si accende di luce e speranza

Come da tradizione per la solennità dell'Immacolata, il vescovo Domenico ha celebrato la Santa Messa presso la Cappella della Casa di Riposo Alcim di Contigliano, nei mesi scorsi diventata un luogo simbolo della pandemia

Si è rinnovato lunedì 7 dicembre presso l’Alcim di Contigliano, l’appuntamento con la Festa della Mamma del Cielo.

Come da tradizione per la solennità dell’Immacolata Concezione, il vescovo Domenico ha celebrato la Santa Messa delle 17 presso la Cappella della Casa di Riposo nei mesi scorsi diventata un luogo simbolo della pandemia.

A concelebrare con monsignor Pompili, don Nicolae responsabile dell’Alcim, con don Giampietro e don Claudio. Alla funzione hanno partecipato dipendenti ed ospiti della Casa di Riposo, nel pieno rispetto delle normative anti Covid.

Nell’omelia il vescovo ha rivolto ai presenti l’invito a non avere paura: «Voglio rimarcare l’invito dell’Angelo rivolto a Maria e a tutti noi, a non temere, a non avere paura. Stiamo attraversando un periodo molto difficile in cui la paura rischia di fare da padrona ed è sempre cattiva consigliera. La paura fa fare cose sull’onda dell’emotività che ci porta a sbagliare, ma noi dobbiamo avere coraggio e confidare nella vita che sboccia. Sarà un Natale speciale proprio perché viviamo un anno difficile: l’essenziale sarà ricordarci che Gesù è nato tra le difficoltà. E se ognuno farà la sua parte la paura lascerà il posto alla fiducia».

Una giornata di festa e di gioia, in un clima di riflessione, di preghiera e di incontro  per colmare la distanza tra cielo e terra, con uno sguardo amorevole sulla realtà in un periodo in cui domina il senso tragico della vita e la profonda crisi interiore dell’individuo, il timore dell’altro visto oggi come contagioso, per guardare oltre il muro impenetrabile eretto «da questo anno horribilis», come lo ha definito il vescovo.

«L’Alcim – ha detto don Nicolae – è dedicata proprio al cuore dell’Immacolata Concezione di Maria Vergine. L’emergenza del Coronavirus ha cambiato totalmente le nostre vite ma ciò che ad ognuno di noi manca di più sono gli abbracci dei nostri cari perché l’abbraccio è intriso di significati: vuol dire amore, affetto, consolazione, comprensione. Dobbiamo essere fiduciosi ed avere speranza. L’Avvento è un tempo di speranza e insieme vinceremo anche questa battaglia».

Non è stata solo la festa dedicata alla Madonna, ma anche una giornata di festa per condividere la bellezza degli addobbi realizzati dai dipendenti della Casa di Riposo. «Un giorno davvero speciale – commenta l’infermiera Sabrina – di quelli che ti scaldano il cuore e l’anima. L’esortazione del vescovo a non avere paura mi ha rigenerata nello spirito: un’emozione condivisa con don Nicolae e con i colleghi di tutti i reparti. Ma i veri protagonisti sono stati gli ospiti, in loro c’era un entuasiasmo unico».

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