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Lago del Turano: in acqua la barca per disabili Hansa battezzata dal presidente della Provincia Calisse

La domenica appena trascorsa è stata una giornata da incorniciare per la Lega Navale Rieti – Lago del Turano, che ha promosso una duplice iniziativa, la “Giornata Ecologica dei due laghi” e il raduno velistico “Piccole Ali sul lago del Turano”

La domenica appena trascorsa è stata una giornata da incorniciare per la Lega Navale Rieti – Lago del Turano, che ha promosso una duplice iniziativa, la “Giornata Ecologica dei due laghi” (vissuta sulle sponde del Salto e del Turano) e il raduno velistico “Piccole Ali sul lago del Turano”.

Nella spiaggetta di Colle di Tora in tanti si sono ritrovati anche per il varo dell’imbarcazione Hansa, barca a vela che può essere guidata autonomamente da una persona con diverse abilità.

Aveva detto che sarebbe stato il primo a provarla ed è stato di parola il presidente della Provincia di Rieti Mariano Calisse, amante del wakeboard, che pratica sul lago del Salto, e fresco anche di un salto con paracadute.

«Alla lista aggiungo anche la barca a vela sul lago del Turano – scherza Calisse – Faccio un po’ da cavia, ma allo stesso tempo mi diverto. Quando un disabile può praticare uno sport, è una percezione di libertà che solo noi possiamo capire. Ringrazio la Lega Navale Rieti – Lago del Turano per avermi permesso di vivere questa grande emozione. Complimenti a tutti coloro che hanno lavorato al progetto, in questo mondo che corre troppo veloce e segue spesso interessi personali, è bello vedere persone che operano con professionalità, spendendo il loro tempo per gli altri, è un segno di speranza».

Dopo la benedizione dell’imbarcazione, il presidente della Provincia è salito sull’Hansa per un tour del lago accompagnato da Alessandro Caivano, esperto istruttore.

«Una sensazione di libertà che ti rimette al mondo” ha commentato il presidente della Provincia al suo ritorno nella spiaggetta di Colle di Tora – È stato un piacere vivere una giornata così, nella meraviglia del lago del Turano. Mi sono emozionato ascoltando il funzionamento dell’imbarcazione, utile anche a stimolare l’autostima nei disabili. Io vivo la mia disabilità in maniera veloce, la vita è una e va vissuta a pieno, cerco di fare più esperienze, ma se non ci sono persone che lavorano affinché il mondo sia accessibile a tutti non si va da nessuna parte. Vedere invece persone come i soci della Lega Navale Rieti Lago del Turano, che impegnano il loro tempo per offrire un mondo migliore a chi è meno fortunato è un piacere. Ora, con la collaborazione di tutti, dobbiamo fare in modo che la barca sia a disposizione di ogni associazione che lavorano con la disabilità. Ho molti contatti con i centri diurni che lavorano ogni giorno alla ricerca di nuove attività, sono sicuro che questo sarà uno dei progetti tra più apprezzati».

«Oggi è motivo di orgoglio essere qui – ha detto il sindaco di Colle di Tora Beniamino Pandolfi – Il ringraziamento è per la Lega Navale che ha ideato l’evento ed è riuscita nell’intento di mettere in acqua questa imbarcazione».

«Il nostro lago è una piscina naturale – ha detto l’avvocato Giovanni Vespaziani, presidente della Lega Navale Rieti – Lago del Turano – Basta un filo di vento e la barca va. La caratteristica di questa imbarcazione è che offre anche a chi vive disabilità percettive la possibilità di sentirsi tranquilli, come dimostrano le testimonianze di non vedenti, sordomuti o autistici, anche gravi. Il ringraziamento va a tutti i soci, sembrava impossibile insediare la Lega Navale in questa valle, ci siamo riusciti per il bene di tutti. Negli anni abbiamo intessuto rapporti anche con la zona di Amatrice, noi saremo sempre in prima linea per il bene delle nostre terre. Grazie poi ai soci della Lega Navale sezione di Pomezia che sono stati al nostro fianco, a quanti hanno preso parte alla Giornata Ecologica, promossa in collaborazione con la Riserva Naturale Monte Navegna e Monte Cervia, con la Federazione Italiana Canoa e Marevivo e ai tanti che, a bordo di canoe, kayak e altre imbarcazioni, sono potuti andare alla scoperta delle nostre sponde».

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