Parrocchie

L’affetto tra Caserta e Rieti in nome della vocazione di Marcello e della protezione di Maria

La parrocchia dei Santi Giovanni Battista e Paolo Apostolo di Casale, nella Diocesi di Sessa Aurunca, ha festeggiato quest'anno la Madonna delle Grazie con un gradito "ritorno": quello del seminarista Marcello Imparato, la cui vocazione nasce a Caserta e si rinsalda a Rieti

Una storia di amicizia, in nome della devozione mariana e di un affetto in comune. La parrocchia dei Santi Giovanni Battista e Paolo Apostolo di Casale, nella Diocesi di Sessa Aurunca, ha festeggiato quest’anno la Madonna delle Grazie con un gradito “ritorno”.

A vivere la festa più importante della comunità casalese, in occasione del 59 esimo anniversario dell’incoronazione della Vergine, è infatti tornato nel suo paese di origine il seminarista Marcello Imparato, “adottato” da qualche tempo dalla parrocchia reatina di Santa Maria delle Grazie a Vazia.

La festa ha costituito anche una sorta di rivelazione del percorso vocazionale di Marcello per la sua comunità di nascita: una scelta di vita ancora ignorata da tanti compaesani, che hanno vissuto la festa con una gioia doppia per la vita affidata al Signore del seminarista casalese.

Per “suggellare” questa sorta di gemellaggio di affetti e di intenti, a presiedere la solenne celebrazione del 9 agosto è stato invitato don Zdenek Kopriva, parroco di Vazia, accolto con grande entusiasmo dal paese del casertano.

Entrambi emozionati per il loro “figlio” comune e per la fede nella Madonna che protegge entrambe le parrocchie, quella reatina e quella campana, don Zdenek e don Luciano Marotta, parroco del posto, hanno concelebrato la Santa Messa nella gioia del Signore e di una gioia condivisa davanti alla preziosa effigie gotica della Vergine risalente al 1440.

Nel corso dei festeggiamenti, come da centenaria tradizione, la processione notturna si è snodata fino a raggiungere il santuario dedicato alla Madonna delle Grazie, ai confini del paese, nel luogo dove Maria apparve ad una ragazza del luogo, la giovane Antonietta Fava. Lì, nella chiesetta eretta a santuario il 7 agosto 2017 dal cardinale Beniamino Stella con il titolo di “Santa Maria delle Grazie aiuto e sostegno della famiglia”, è stato rievocato l’avvenimento miracoloso e venerata la Sacra Icona.

Secondo la tradizione, la giovane Antonietta veniva mandata dalla matrigna a lavare i panni al ruscello che scorre in fondo alla valle fino a notte inoltrata. Una notte, la ragazza vide arrivare una bellissima Signora che teneva su un braccio un bambino e con l’altra mano reggeva un lume, che ebbe per lei parole di rassicurazione nel buio: «bagna e torci», le disse, esortandola a lavare i panni, i quali, senza troppo sforzo, tornavano candidi.

Al termine della celebrazione della Santa Messa, l’immagine distribuita ai fedeli non è stata quella della Madonna delle Grazie di Casale bensì quella della Madonna delle Grazie della parrocchia di Vazia: un modo per testimoniare l’unione e l’affetto che, pur tra comunità diverse e distanti, si legano e si rafforzano, senza alcun campanilismo ma sotto la forza dell’unione nella fede mariana e nell’illuminazione della vocazione di Marcello, nata vicino Caserta e rinsaldata a Rieti grazie a due sacerdoti speciali come don Luciano e don Zdenek.

E per l’anno prossimo, nel sessantesimo anniversario dell’Incoronazione della Vergine, l’auspicio è che a concelebrare nella diocesi di Sessa Aurunca arrivi il vescovo Domenico: una presenza desiderata con particolare gioia da tutta la comunità parrocchiale.

 

 

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