La vertenza Schneider suscita attenzione a livello europeo

Il vice Presidente del Parlamento Europeo Roberta Angelilli ha sottoposto all’attenzione del Commissario László Andor, Commissario europeo responsabile dell’occupazione, degli affari sociali e dell’inclusione, il caso della Schneider Electric reatina.

Questo il testo del domumento:

Egregio Commissario Andor,

vorrei sottoporre alla Sua attenzione un caso di ristrutturazione aziendale.

La società multinazionale francese Schneider Electric, presente in più di 100 Paesi in tutto il mondo con oltre 110.000 dipendenti, 200 siti produttivi ed un fatturato globale che nel 2010 ha superato i 19 miliardi di euro, ha annunciato la volontà di voler chiudere lo stabilimento italiano di Rieti, licenziando ben 181 lavoratori diretti e mettendo a rischio l’occupazione di tutti coloro che sono impegnati nell’indotto.

Già in passato lo stabilimento in questione era stato oggetto di una ristrutturazione che aveva portato alla riduzione del personale da 300 unità alle attuali 181. In Italia, infatti, il Gruppo conta circa 3.000 dipendenti distribuiti in 5 siti produttivi e 8 siti commerciali. Eppure lo stabilimento di Rieti, che è in attività da oltre 30 anni, è quello maggiormente automatizzato e ha standard qualitativi di altissimo livello, oltre a rappresentare un polo fondamentale in termini economici, sociali ed occupazionali per tutto il territorio.

Proprio per questi motivi, i sindacati italiani avevano sollecitato da più di due anni la Schneider Electric a pianificare una nuova “mission” produttiva, dal momento che era già nota la fine dell’attuale produzione in favore di una nuova linea in Bulgaria ed in Francia. Eppure, nonostante la già dimostrata disponibilità delle organizzazioni sindacali e quella espressa dalle Autorità locali italiane a sostenere la produzione e ricercare soluzioni alternative, la Schneider Electric è rimasta sulle sue posizioni confermando le scelte di carattere industriale e dunque la volontà di chiudere il sito di Rieti.

Tale volontà è stata ribadita nel recente incontro della scorso dicembre a Bruxelles tra i vertici europei della Schneider Electric, le organizzazioni sindacali italiane, i delegati italiani del CAE ed i rappresentanti di IndustriAll, nonostante per il 2013 siano previsti volumi produttivi elevati. In tale contesto, fu in ogni caso deciso di aprire nei mesi successivi un tavolo di confronto a livello italiano con le delegazioni di tecnici esperti di processi industriali al fine di sottoporre alla Schneider Electric possibili soluzioni alternative. Tuttavia, la risposta del Gruppo è stata di totale chiusura, ribadendo gli investimenti già decisi in Francia ed in Bulgaria e confermando la chiusura del sito italiano.

Per tutti questi motivi, in vista del prossimo incontro del CAE in programma il 23 aprile 2013, le chiedo di poter verificare quali azioni possono essere intraprese a tutela e salvaguardia dei posti di lavoro oggi in pericolo e quale strategia la Commissione europea intende adottare nella prossima programmazione finanziaria 2014-2020 per fronteggiare tali situazioni che sempre più spesso interessano i siti produttivi europei.

In attesa di un suo cortese riscontro, le invio i miei più cordiali saluti.

Leave a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *