La Valle del Primo Presepe

La Valle del Primo Presepe si svela: è il giorno della meraviglia e dell’attesa

Alle diciotto in punto di sabato 30 novembre si è aperta ufficialmente la terza edizione della manifestazione voluta dalla Chiesa di Rieti per valorizzare l'intuizione francescana del primo presepe del mondo, e - naturalmente - il pensiero è andato anche all'indomani, giorno in cui papa Francesco ha scelto di essere proprio lì, dove tutto è nato: a Greccio

Bagno di folla, come previsto, al momento del disvelamento. Così, con questo termine piuttosto solenne, il programma della “Valle del Primo Presepe” definiva l’apertura del suo principale dei suoi tesori.

Alle diciotto in punto di sabato 30 novembre si è aperta ufficialmente la terza edizione della manifestazione voluta dalla Chiesa di Rieti per valorizzare l’intuizione francescana del primo presepe del mondo, e – naturalmente – il pensiero è andato anche all’indomani, giorno in cui papa Francesco ha scelto di essere proprio lì, dove tutto è nato: a Greccio.

Tutti al Salone Papale, allestito con una nuova veste espositiva: una grande teca centrale conserva il seicentesco Presepe Antinori, e tutt’intorno i presepi della nazione ospite di quest’anno, la Polonia. Occhi meravigliati davanti alle trine, i merletti e i tratti somatici delle diciotto preziosissime statue arrivate dal convento di Sant’Antonio di Lanciano.

In fondo, una teca vuota: lì, al posto d’onore al centro del Salone, troverà posto la Lettera sul presepe che papa Francesco firmerà domenica 1 dicembre al santuario di Greccio. A seguire, la folla è defluita sotto le volte di Palazzo Papale, dove si sono “aperti i veli” sulla nuova opera del maestro Francesco Artese, affiancata a quella dello scorso anno, quando furono circa cinquantamila i visitatori accorsi per rimanere a bocca aperta davanti alla monumentale rievocazione della Natività di Greccio.

A grande richiesta, quell’istallazione è poi divenuta permanente, e accanto ad essa ecco splendere Dal perdono alla non violenza: così si intitola la nuova monumentale realizzazione del presepista lucano, che stavolta non raffigura la Natività ma il messaggio di perdono e di pace di un altro santuario della valle reatina, quello di Poggio Bustone.

Poi, ci si è spostati al Teatro Flavio Vespasiano per il concerto inaugurale, in un’atmosfera di gioia e festa – e la percepibile attesa per il giorno seguente -, aspettando le altre esposizioni che in questi giorni arricchiranno il percorso dei visitatori – tra San Domenico e attigui chiostro della Beata Colomba e oratorio San Pietro Martire, Sant’Agostino, Cattedrale, Sant’Eusanio.

L’evento di apertura “Seguiamo la stella” incanta il pubblico e non delude le aspettative dei tantissimi che hanno prenotato i biglietti, andati esauriti in poche ore.

Presentati da Lorena Bianchetti, se li meritano tutti, gli entusiasti applausi del pubblico, i protagonisti del bellissimo spettacolo musicale: gli alunni del Liceo Musicale (assieme a ex allievi e a studenti di licei di Terni e di Roma e del Conservatorio di Perugia). La direzione del maestro Leonardo De Amicis regala un’oretta intensa di emozioni, arricchita dalle voci dei cantanti Michele Zarrillo, suor Cristina, Barbara Cola, Beatrice e poi il tenorino Valerio Monaco.

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