La sanità malata

Marino Formichetti della Uil parla di sanità e dei problemi che affliggono questo comparto su tutto il territorio provinciale.

Iniziamo affrontando il tema dei precari della sanità.

La direzione generale prevedeva licenziamenti di un numero cospicuo di personale arrivando a circa trecento persone compresi anche lavoratori a tempo indeterminato. La Uil ha portato al centro della discussione nei tavoli regionali Rieti ed i suoi problemi e credo questo non capitasse da anni. Abbiamo parlato in modo approfondito di Rieti e ci hanno ascoltato tanto che il subcommissario Spada ed il capo di gabinetto della presidente Polverini si sono presi a cuore la situazione.

In concreto?

Siamo arrivati ad ottenere la proroga dei contratti di lavoro per tutto il personale interinale e la proroga dei contratti di lavoro con formule diverse. Di quattro mesi per gli interinali e per i precari fino al 31 dicembre. Nell’accordo c’è la possibilità di prorogarli per altri 24 mesi a partire da gennaio 2012. Nella Regione abbiamo trovato una disponibilità molto più ampia di quella che si poteva prevedere. Inoltre potremo partecipare a tutte le riunioni e dire la nostra.

Anche nell’ambito della sanità la Uil si è mossa compatta. Spesso accade invece che la politica su questo e su altri temi giochi in ritardo.

Le motivazioni possono essere diverse. Il sindacato ha una caratteristica e la Uil è il sindacato dei cittadini, quindi sentiamo più da vicino le loro esigenze, siamo in contatto con persone che hanno problemi: anziani, dipendenti, giovani che spesso non trovano risposta nella pubblica amministrazione e nella sanità. In più siamo da pungolo alla politica che dovrebbe fare proposte. Siamo contenti che la politica ci dia sostegno anche se non sempre questo porta alla soluzione di un problema e per questo credo sia la società che deve drizzare la schiena guardare in faccia i politici e dirgli o risolvete i problemi o andate a casa.

Senza guardare in faccia nessuno.

Questa cosa vale per qualsiasi politico. Se sei eletto dai cittadini è perché devi dare delle risposte e se risposte non ne dai i cittadini devono imparare a sostituirti con un’altra persona. E questo vale per qualsiasi colore politico. Il sindacato può fare emergere i problemi prima degli altri perché è vicino alle persone. Dopodiché questi problemi vanno raccolti da chi deve risolverli. Il sindacato sarà sempre al fianco di qualsiasi politico voglia risolvere i problemi.

Parliamo della Asl di Rieti e del direttore generale Gianani “bacchettato” dal commissario Polverini.

Gianani è stato bacchettato più di una volta dalla Polverini, ma non solo per le sue frettolose decisioni. Questa è una cosa che noi non abbiamo mai compreso e gli abbiamo sempre sottolineato nelle nostre riunioni che non è possibile fare sempre i primi della classe quando c’è da tagliare. Questo è un problema che si ripropone ad ogni direttore generale con Rieti che arriva sempre prima e mette le cose a posto tagliando le risorse di questa azienda. Gli altri direttori quando noi parliamo di licenziamenti assumono salvando le aziende e stabilizzando le persone come è capitato a Viterbo. Speriamo che questa nostra idea sia recepita nel modo giusto da Gianani. Noi vogliamo collaborare con l’azienda, ma in una modalità giusta.

Come collaborare?

Il dottor Gianani non conosce Rieti e quest’azienda. Può essere un bravo manager, ma deve ascoltare anche gli umori della popolazione e della società per poter prendere decisioni giuste e riorganizzare. Intanto aspettiamo la riorganizzazione da lui promessa come la degenza breve del pronto soccorso, dell’emodinamica h 12 e della riorganizzazione del De’ Lellis che doveva portare ad un potenziamento delle attività. Oggi invece abbiamo Magliano in pessime condizioni, il nosocomio reatino con caos nei reparti e senza alcun potenziamento.

Quindi?

Chiediamo che sia chiaro sul piano che vuole adottare. Noi qualche proposta ce l’abbiamo. Se la vuole raccogliere troverà il nostro supporto nel realizzarla. Se porterà sviluppo nel futuro va benissimo, ma se tende a distruggere qualcosa di utile per i cittadini non potremo non denunciarlo.

Ospedale De’ Lellis. Cosa manca.

La nostra è una regione commissariata e quindi a livello sanitario non consente niente per questo diciamo che una parte politica i proclami non doveva farli. Oggi si sta applicando una parte del decreto 80 e non l’abbiamo digerito, ma vorremmo almeno si applicasse in maniera congrua.

Come?

Non sono previsti solo i tagli, ma anche altri interventi che la Regione non può finanziare e prima di tagliare si deve aspettare che dall’altra parte si possa concedere qualcosa. Dobbiamo dire ai cittadini che hanno bisogno in ambito sanitario cosa possiamo offrirgli. Oggi le liste sono più lunghe, i servizi più scarsi rispetto ad un anno fa e le persone continuano ad orientarsi verso strutture di altre regioni e verso il privato. Tutto questo vuol dire screditare la nostra sanità pubblica. Invece dobbiamo dire la verità ai cittadini dimostrando che possiamo dare risposte concrete.

Se parliamo di Rsa e servizi sul territorio la situazione non è migliore.

Questo è un tasto dolentissimo. Sono sette anni che si parla di Rsa e per questa provincia è cambiato pochissimo. Si sono accreditati solo settantasette posti alla Rsa di Santa Rufina quando ci spettano 490 posti circa. Vuol dire che la provincia di Rieti è diversa dalle altre del Lazio perché queste regole non vengono rispettate.

Rsa che nel nostro territorio sarebbero di primaria importanza.

Avere Rsa nel nostro territorio sarebbe fondamentale visto che abbiamo tanti anziani e spesso le persone che vengono dimesse dall’ospedale devono essere ospitate nelle residenze sanitarie assistite. A Rieti dobbiamo rivolgerci verso l’Abruzzo dove c’è una migrazione importante. Avere rsa nel nostro territorio significa alleggerire i costi dell’ospedale dove i pazienti non vengono dimessi perché non sanno dove andare.

Si arriverà a qualcosa di concreto?

Stiamo aspettando per Torri in Sabina e Montebuono, inoltre speriamo che ne vangano accreditate anche a Rieti. Senza dimenticare l’aspetto lavorativo visto che la Rsa offre servizi 24 su 24 e ci sarebbero quindi molte persona a lavorarci. Tutto ciò sarebbe una bella boccata d’ossigeno per la provincia di Rieti.

 

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