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La Sabina al centro del mondo dei cammini

Si è conclusa la due giorni di iniziative che ha promosso la Sabina, territorio Slow per il 2019. Alcuni tra i più noti camminatori, promotori di itinerari di pellegrinaggio e autori di guide sui cammini italiani ed europei, hanno dapprima percorso il tratto della direttrice Tiberina della Via di Francesco, e si sono, poi, nel pomeriggio, confrontati con la comunità locale.

Si è conclusa la due giorni di iniziative che ha promosso la Sabina, territorio Slow per il 2019. Sabato scorso alcuni tra i più noti camminatori, promotori di itinerari di pellegrinaggio e autori di guide sui cammini italiani ed europei, hanno dapprima percorso il tratto della direttrice Tiberina della Via di Francesco, recentemente ottimizzato e ufficializzato tra i percorsi francescani del Lazio e si sono, poi, nel pomeriggio, confrontati con la comunità locale nel partecipatissimo workshop che è stato organizzato a Selci, dall’Unione dei Comuni della Nova Sabina in collaborazione con la Rete tra imprese della Sabina, la Rete associativa della Via di Francesco nel Lazio e Gigi Bettin, autore della più venduta guida italiana sulla Via di Francesco.

Al workshop hanno partecipato anche le amministrazioni dei Comuni di Selci, Torri in Sabina, Poggio Mirteto e Fara Sabina.

Ospiti d’eccezione come Paolo Piacentini, Presidente nazionale di Federtrek che ha lanciato l’idea di far passare dalla Sabina Tiberina un nuovo progetto di cammino interregionale; Angela Serracchioli, creatrice del percorso francescano che arriva fino in Puglia; Cristina Menghini, tra i più impegnati blogger sui cammini; Stefano Sereni, promotore del Cammino di Sant’Antonio; e il gruppo degli Ospitaleri Volontari che accolgono pellegrini sulle francigene italiane ed i cammini di Santiago in Spagna e Francia.

Ospite d’onore Kees Rodenbourg che dall’Olanda è tornato in Sabina a vent’anni di distanza dalla sua prima guida sulla Via di Francesco. Per giorni, social, blog, gruppi whatsapp del mondo dei cammini italiano è stato letteralmente invaso dalle fotografie, dai commenti e dagli ashtag che sono stati rilanciati sul web circa i luoghi attraversati: Fianello, la via Campana, Cicignano, l’Aia, Vescovio. Domenica, gli stessi camminatori, si sono dati appuntamento a Roma, presso la Sala consiliare del III Municipio, che è stato patrocinatore dell’iniziativa.

Alla Rete dei Comuni di SER.A.R. rappresentati dal Presidente Avv. Egisto Colamedici, ed alla Rete di imprese, si è aggiunta la Rete associativa della Via di Francesco che ha moderato gli interventi dei convenuti, ricchi di spunti. Attente e partecipi le Istituzioni intervenute ad assistere ai lavori a partire dal Consiglio regionale del Lazio, che ha finanziato il progetto Sabina Slow 2019 e che per tramite dell’on. Bonafoni ha ribadito l’impegno a sostenere le iniziative come questa che mettono in contatto Roma con la sua provincia; Silvio Marino dell’assessorato al Turismo della Regione Lazio che sta seguendo le vicende del progetto F.A.S.T. dentro cui è stata ottimizzata la direttrice tiberina e dove è stato dato avvio all’enorme lavoro di valorizzazione che si sta conducendo sulla vocazione Slow del territorio.

Il vicepresidente del Terzo Municipio, Stefano Sampaolo e l’assessore Leoncini hanno raccolto l’idea di una stabile cooperazione tra gli Enti lungo il cammino. Pietro Oddo, della Rete associativa ha ricordato l’impegno a costruire un accordo di programma per la valorizzazione della Via di Francesco da parte di tutti gli Enti e le Istituzioni a cui ha fatto da eco il plauso di Cristina Avenali, responsabile per la Regione, dei piccoli comuni.

Gigi Bettin, autore della più venduta guida Italiana sulla Via di Francesco ha ricordato l’importanza delle persone e delle associazioni che con il loro lavoro volontario tengono aperte le strade percorse da migliaia di viaggiatori lenti che ogni anno portano ricchezza ai territori attraversati.

Due giorni in cui i sindaci, le imprese, le associazioni locali hanno potuto per una volta non solo dialogare con gli esperti e con le istituzioni regionali e Nazionali, ma anche mostrare un enorme lavoro portato avanti da un territorio sempre più coeso verso un rilancio complessivo a partire dalla sua vocazione più autentica.

La Sabina, questa volta è un territorio preso ad esempio per la sua capacità di organizzare e promuovere il territorio.

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