Parrocchie

La parrocchia di Villa Reatina celebra san Giovanni Bosco

Venerdì 31 gennaio la comunità cristiana di Villa Reatina ha commemorato con solennità il suo patrono, san Giovanni Bosco, padre ed amico dei giovani: una giornata di festa anche per sette ragazzi che hanno ricevuto il sacramento della Cresima

Venerdì 31 gennaio la comunità cristiana di Villa Reatina ha commemorato con solennità il suo patrono, san Giovanni Bosco, padre ed amico dei giovani. Nello stesso giorno, sette ragazzi, Ylenia e Giulia Leoni, Giulia Marchilli e Chiara, Daniele, Luciano e Marco, hanno ricevuto la Santa Cresima dal vescovo Domenico.

Ispirandosi alle letture previste dalla liturgia del giorno, il vescovo ha commentato il passo del Secondo libro di Samuele al capitolo 11 nei versetti 1-4a.5-10a.

«Il giovane re – ha esordito monsignor Pompili – non è più preoccupato delle sorti del popolo e vive ormai nel suo palazzo, da cui si gode, peraltro, un’ottima vista. E quel che vuole se lo prende. Sarebbe troppo facile stigmatizzare il potere che – ieri come oggi – insegue le stesse logiche predatorie, se non mettessimo in discussione anche noi stessi. Oggi il “terrazzo” da cui godere la vista è il porno on line che sta creando problemi agli adolescenti e agli adulti perché riduce l’altro, spesso donna, ad una cosa da manipolare a proprio piacimento. Ma tendiamo a sottovalutare la cosa, derubricandola a legittima curiosità».

«La disinvoltura del re è la nostra superficialità quando dimentichiamo gli effetti della “legittima curiosità”. Come dichiarato dai ricercatori dell’Università di Nebraska, il porno precoce nei ragazzi, li porta a diventare maschilisti e sessisti da adulti», ha proseguito monsignor Pompili. «Ma quel che è più grave si perde la capacità di imparare i sentimenti e si diventa preda della noia. Se, infatti, tutto si riduce “ad una botta e via”, dopo l’orgia che si fa? Si fa l’amore con gli animali? Con i vegetali? Con gli oggetti inanimati come gli attrezzi che si vendono nei sexy shop? Finché subentra la saturazione e l’estinzione del desiderio. A quel punto non resta che la droga, di cui si potrebbe fare tranquillamente a meno».

Nel concludere, il vescovo ha invitato i ragazzi nonché i fedeli che gremivano la chiesa parrocchiale a cambiare l’approccio al sesso: «Davide messo alle strette da Natan riconoscerà il suo doppio peccato. Anche noi dobbiamo cambiare il nostro approccio al sesso che non è tabù, ma va appreso con tenerezza e rispetto per l’altro, se si vuole fare l’eccitante esperienza dell’incontro che rompe la nostra solitudine. San Giovanni Bosco ha educato il cuore di tanti giovani, cioè li ha reso meno schiavi dei semplici ormoni, capaci di crescere in quel desiderio dell’amore che non sta nella trasgressione, nella perversione o nella devianza, ma nell’incontro con l’indicibile: con ciò che non si riesce a dire (Platone), con ciò che non si può dire perché abita l’inconscio (Freud) o, come vuole ancora Platone, con quel fondo enigmatico e buio che è l’altra parte di noi stessi».

Dopo la Santa Messa il parroco ha invitato tutti i partecipanti ad accomodarsi nel grande salone dell’oratorio per condividere un aperitivo offerto dalla parrocchia, festeggiando san Giovanni Bosco, insieme ai cresimati ed a tutti i loro cari.

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