Parrocchie

La parrocchia di Vazia alla scoperta di Napoli

Un tuffo nella napoletanità e una giornata diversa per la comunità parrocchiale di Santa Maria delle Grazie di Vazia. Oltre cento persone, capeggiate dal parroco don Zdenek Kopriva, da don Giovanni Crisostomo Uwimana e dal seminarista Marcello Imparato hanno visitato il capoluogo partenopeo.

Un tuffo nella napoletanità e una giornata certamente diversa dall’ordinario per la comunità parrocchiale di Santa Maria delle Grazie di Vazia.

Oltre cento persone, capeggiate dal parroco don Zdenek Kopriva, da don Giovanni Crisostomo Uwimana, fino a pochi anni fa vice parroco di Vazia, e dal seminarista Marcello Imparato, da poco tempo a supporto della comunità, sono partite di buon mattino per raggiungere il capoluogo partenopeo.

Sul pullman, la celebrazione delle lodi mattutine ed a seguire una bella lezione sulla storia di Napoli tenuta da Marcello, campano di origine e grande conoscitore della cultura del territorio.

Una volta arrivati a Napoli i gitanti hanno raggiunto il decumano inferiore e subito dopo la basilica monumentale di San Lorenzo Maggiore, capolavoro del gotico francese e tra le chiese più antiche della città, ubicata nel centro antico, presso piazza San Gaetano.

Qui la comunità reatina è stata accolta con calore dai francescani della basilica, che hanno concelebrato la messa con don Zdenek e don Giovanni Crisostomo. Un momento fraterno e toccante segno di unione e comunione tra estrazioni culturali ed etnie differenti, vissuto con grande serenità e gioia di stare insieme, e culminato con uno scmabio di doni ed esperienze.

Dopo la celebrazione liturgica, immancabile la visita all’adiacente via San Gregorio Armeno, caratteristica stradina che ospita le botteghe artigianali dei presepisti napoletani che realizzano interamente a mano i pastori del settecento napoletano.

Doverosa la visita al vicino duomo, la cattedrale metropolitana di Santa Maria Assunta, basilica monumentale e sede dell’arcidiocesi della città di Napoli. Una delle più importanti e grandi chiese della città, sia da un punto di vista artistico, essa è di fatto la sovrapposizione di più stili che vanno dal gotico puro del Trecento fino al neogotico ottocentesco, che sotto un profilo culturale, ospitando infatti tre volte l’anno il rito dello scioglimento del sangue di san Gennaro.

L’approfondimento della devozione per il Santo più amato dai napoletani è proseguito con la visita al cosiddetto “Tesoro di san Gennaro”, una collezione di inestimabili preziosi unica al mondo. Formatosi lungo settecento anni di storia, grazie alle numerose donazioni, il tesoro considerato “proprietà del popolo di Napoli” si è mantenuto intatto da allora, senza mai subire spoliazioni e senza che i suoi preziosi fossero venduti.

A proteggerlo la Deputazione della Real Cappella del Tesoro, organizzazione laica voluta da un voto della Città di Napoli il 13 gennaio 1527 deputata prima alla sovrintendenza sulla costruzione della cappella dedicata al Santo nel Duomo di Napoli, poi alla difesa della collezione da minacce esterne. Ancora oggi formata da dodici famiglie che rappresentano gli antichi “seggi” di Napoli. Un percorso di storia affascinante legata a doppio filo a Napoli, tra devozione e pregiudizio, fede e incredulità.

Prima della partenza alla volta di Rieti, spazio al tempo libero per visitare opere d’arte e curiose botteghe e naturalmente degustare le tipiche delizie partenopee. Pizza, babà, sfogliatelle e crocchè hanno saziato il corpo, mentre il ricordo di una giornata trascorsa insieme in perfetta letizia saziava l’anima.

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