Accumoli

La Madonna Pellegrina ad Accumoli: «come una madre, è lei che raduna tutti attorno a sé»

La prima comunità del reatino ad essere visitata dalla sacra effigie è stata la parrocchia terremotata dei Santi Pietro e Lorenzo, ora ospitata nel Centro di comunità donato da Caritas Italiana.

Particolarmente grata la comunità accumolese, stremata dal dolore post sisma, dell’arrivo in paese della Madonna Pellegrina di Fatima. «Ringraziamo Maria perché ci ha dato la possibilità di ritrovarci tutti insieme», ha detto il vescovo Domenico, cogliendo un tratto essenziale della figura mariana: «come una madre, è lei che raduna tutti attorno a sé. Quando non c’è la madre, pure i rapporti tra i fratelli si affievoliscono. E chiusa la porta della casa della madre, spesso pure la relazione tra i figli meno».

Non a caso la prima comunità del reatino ad essere visitata dalla sacra effigie – copia della statua del santuario portoghese appositamente destinata ai “tour” spirituali nelle diocesi – è stata la parrocchia terremotata dei Santi Pietro e Lorenzo, ora ospitata nel Centro di comunità donato da Caritas proprio al centro del villaggio delle nuove casette Sae. Un evento dalla grande importanza spirituale, che ha riempito il cuore degli accumolesi di gratitudine e nuovi riferimenti per andare avanti: lasciando le terre colpite dalla furia della terra che trema, lo sguardo filiale di Maria di Fatima ha lasciato negli animi di queste genti una carica nuova di speranza per una rinascita dai dolori.

Un nuovo orizzonte al quale puntare ribadito da monsignor Pompili: «è Maria che ci mostra dove guardare: ho notato che quando la Madonna è uscito dalla chiesa tutti abbiamo avuto un sussulto. Perché incrociando il suo sguardo intuiamo che i suoi occhi sono orientati verso qualcosa di più grande: quello che serve a noi per ritrovare la luce. È un indice puntato verso Dio». Un’accoglienza semplice ma sentita quella riservata alla Madonna Pellegrina dalla popolazione, con i fedeli che hanno riempito la piccola chiesa prefabbricata e un coro eccezionale, che ha saputo intonare con grande emozione l’Ave Maria di Fatima. A seguire, la messa solenne concelebrata dal vescovo Domenico e dal parroco Don Stanislao Puzio, il quale ha voluto donare le corone del rosario a tutti i presenti.

«Vi consegno il rosario perché tutti noi possiamo sempre pregare attraverso il messaggio mariano che abbraccia tutto il mondo. Preghiamo perché questa terra può risorgere davvero solo se al centro dell’attenzione metteremo il Signore. Certamente, a livello materiale, il paesaggio che ci circonda resterà per qualche anno invariato: è importante dunque sfruttare questo tempo di attesa investendo nella nostra interiorità».

Interiorità che la Madonna Pellegrina ha alimentato, riscaldando cuori feriti: «Facciamo che questo ci accompagni nei giorni della nostra vita. Felici e di sofferenza. Dobbiamo guardare avanti, non guardare indietro ma sapendo che ciò che ci aspetta è davanti a noi», ha concluso il vescovo Domenico.

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