Comunità Laudato si’

La cura del creato nasce da uno sguardo contemplativo. Padre Ronchi al Forum delle Comunità Laudato si’

Padre Ermes Ronchi è intervenuto al Forum della Comunità Laudato si' svolto il 6 luglio ad Amatrice offrendo una profonda riflessione affiancata dalle esperienze concrete della Comunità di Isola Vicentina

Le intuizioni della Laudato si´ e l’azione delle Comunità a essa ispirate hanno fatto breccia pure nel cuore di uno dei teologi e scrittori spirituali più in vista nella Chiesa italiana quale Ermes Ronchi. Il frate servita autore di molte pubblicazioni (che ha predicato gli Esercizi spirituali anche al Papa) è presente pure lui al secondo forum delle Comunità Laudato si’ ad Amatrice, e dopo il flash mattutino con un piccolo assaggio di riflessione offre una testimonianza-meditazione più ampia nella sessione pomeridiana.

Con lui ci sono Marina e Diego, in rappresentanza della Casa dei Sentieri e dell’Ecologia integrale, associazione di cui padre Ermes è presidente, nata nel convento dei Servi di Maria di “Santa Maria del Cengio”, a Isola Vicentina, che vede collaborare laici e frati attorno alle tematiche dell’enciclica papale, nel solco della spiritualità servita, e che ha aderito al progetto delle Comunità Laudato si’.

Per Ronchi il documento di papa Francesco aiuta a contemplare la categoria della bellezza, quella «con cui Dio descrive il mondo» secondo la narrazione della Genesi in cui il Creatore commenta con il suo “quanto è bello” (fino al “bellissimo”) ogni giorno della sua creazione. «Il bello e il buono sono concetti più antichi del peccato originale. Il concetto di bene è più antico del male», dice il teologo che ribadisce l’importanza di «guardare con amore alle cose che ci trasformano». Dobbiamo avere, incalza, «pensieri di vita nei confronti della vita. Se è pensiero di vita è di Dio. Si gioca su pensieri di vita la nostra giustizia davanti a Dio e davanti alla storia». Come aveva già detto nel pensiero rivolto a fine mattinata, occorre sapersi «innamorare del mondo… E allora riusciremo a vedere il mondo non solo come un problema da risolvere, ma come un evento gioioso di cui godere».

La cura del creato può nascere solo da uno sguardo contemplativo: «Non si può amare un bosco o un prato se lo si vede solo come una fabbrica di legname, una cosa da sfruttare», per un corretto rapporto con la natura occorre «inginocchiarsi e guardarla da vicino. Se vedessimo ogni cosa con gli occhi che accarezzano nel silenzio e non invece con aneliti da predatori, quante cose cambierebbero!».

Educarsi a questo chiede di «imparare a contemplare, ad accarezzare persone e cose, o sentiremo sempre qualcosa che ci manca», di «imparare a familiarizzare con le realtà più semplici e a saperle godere. Il godimento di esistere la prima preghiera biologica che possiamo rivolgere al Signore».

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