La Chiesa indietro di duecento anni

Il pensiero del Cardinale Martini è stato caratterizzato da un tratto peculiare: la sua ricerca del rinnovamento era mossa dall’esigenza di approfondire ciò che della Parola risuona nell’uomo contemporaneo.

La morte del cardinale Martini, seppur nell’ordine delle cose naturali, ha destato molta attenzione da parte dei media e da parte del mondo della cultura, della politica e del mondo ecclesiale stesso.

Sia per dare il dovuto e meritato omaggio ad un personaggio di primo piano dell’episcopato italiano ed europeo, sia per fare anche un po’ il bilancio del suo pensiero e della sua idea di Chiesa.

Ha destato un certo scalpore una sua espressione durante l’ultima intervista: la Chiesa è indietro di due o trecento anni, poiché usa abiti e idee che non sono più al passo con i tempi, “pomposi”.

Intanto colpisce un fatto: il vescovo milanese, pur avanzando critiche, è sempre stato rispettoso e fedele alle regole che ora sono in atto, non le ha disattese; pur criticando alcune idee e alcune regole, nella sua predicazione e nella sua vita le ha sempre seguite, almeno stando a quello che ci è dato di sapere.

«Io consiglio al Papa e ai vescovi di cercare dodici persone fuori dalle righe per i posti direzionali. Uomini che siano vicini ai più poveri e che siano circondati da giovani e che sperimentino cose nuove. Abbiamo bisogno del confronto con uomini che ardono in modo che lo spirito possa diffondersi ovunque»

Questa la frase centrale dell’intervista, successiva a quella che ha suscitato scalpore: «La Chiesa è stanca, nell’Europa del benessere e in America. La nostra cultura è invecchiata, le nostre Chiese sono grandi, le nostre case religiose sono vuote e l’apparato burocratico della Chiesa lievita, i nostri riti e i nostri abiti sono pomposi. Queste cose però esprimono quello che noi siamo oggi? […] Il benessere pesa».

Il problema suscitato dal vecchio gesuita è quello che molti sentono non solo in campo ecclesiale, ma anche sociale e politico: cercare persone fuori dalle righe, perché c’è bisogno di coraggio, di osare come san Paolo, citato dal porporato, di modi nuovi di parlare di Dio e della fede, di organizzare anche la Chiesa e il clero, secondo criteri di efficienza, di produttività, se così possiamo dire, ma anche con uno slancio fresco verso il prossimo e le povertà sempre più attorcigliate su se stesse che diventeranno ingovernabili, a breve.

Gli abiti e i riti pomposi non sono altro che il volto esteriore di questa mancanza di coraggio nel compiere scelte significative che solo persone giovani e capaci saprebbero fare, non attaccate né alla carriera, né alla poltrona o al desiderio di indossare prima o poi quegli abiti e officiare quei pomposi riti.

Lo strato di cenere di cui parla il cardinale, che ricopre la brace, è talmente spesso che ci si sente impotenti a rimuoverlo; vogliamo fare un esempio? Se una persona (prete o laico) non fa niente o fa male si pensa che sia cristiano tenerla lì lo stesso per non umiliarla. Si preferisce che le cose non funzionino pur di non urtare la suscettibilità delle persone. Ma non è peggiore questa scelta, legata all’opportunità e al rispetto di una persona, in rapporto, invece, al danno che si perpetua nella società o nella Chiesa? Non sarebbe più giusto dire: è ora che ti fai da parte?

Le osservazioni di Padre Martini, come aveva fatto scrivere sulla porta della sua stanza, riguardano un modo di funzionare della Chiesa che deve essere innovato.

Se il Papa volesse scegliere dodici persone fuori dalle righe dovrebbe andare fuori dalla diplomazia, fuori dalle università, anche fuori dal clero, là dove la gente vive e opera, anche nelle periferie del mondo, non solo in quelle delle città opulente del primo mondo.

Basti pensare ai dicasteri che si occupano della famiglia, dei giovani, ai posti di potere economico del Vaticano. Affidarle a chi non sia troppo legato alla carriera, al prestigio, ma compia opere in favore dei semplici, dei poveri, dei diseredati. Per fare questo ci vuole tanto coraggio, un po’ di follia, parecchio Spirito Santo e forse pure qualche bicchiere di vino!

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