Ricostruzione

La campana di San Benedetto e il suono della memoria

Sono in dirittura d’arrivo i lavori per la messa in sicurezza della chiesa di San Benedetto che sorge nell’omonima frazione amatriciana

Sono in dirittura d’arrivo i lavori per la messa in sicurezza della chiesa di San Benedetto che sorge nell’omonima frazione amatriciana. Anche qui, prima del sisma, la chiesa aveva il potere di riunire tutta la comunità, specialmente per la festa del patrono. Il signor Sandro ricorda che «nei tempi più antichi, la festa si celebrava il 3 settembre, quando ritornavano in paese tutte le persone che lavoravano fuori. Poi, a causa della dispersione della popolazione, è stata anticipata ai primi giorni di agosto per approfittare della maggiore affluenza».

L’ultima festa risale proprio all’anno 2016 e Sandro conserva ancora le foto di quell’evento. La ricorrenza si articolava in diversi momenti: alla messa seguiva la processione in cui i trasportatori delle statue sacre indossavano tutti una tunica bianca con una pettorina celeste. Di fatto, però, il momento principale era rappresentato dal momento del suono della campana della chiesa.

«Questa campana – spiega il signor Sandro – ha un suono bellissimo che deriva dalla sua storia. Non si tratta, infatti, di una campana qualunque, ma di una delle più antiche della zona. Si narra che prima di essere posta sul campanile della chiesa di San Benedetto, si trovasse nel monastero dei frati che sorgeva dove ora c’è il cimitero e che ci sia voluta la forza di ben sette buoi per trasportala dove si trova adesso».

Ecco quindi che la memoria del luoghi sacri passa anche attraverso gli oggetti che si trovano in essi e che rappresentano un’espressione di identità per gli abitanti del luogo. Perciò continuare a lavorare per preservare questi edifici, in attesa della ricostruzione, è un segnale forte, che dimostra la volontà di non dimenticare il passato pur guardando al futuro.

Rispondi