Kawasaky Versys, il compromesso della casa di Akashi.

È uscita da poco la versione con il cuore più grande della crossover tuttofare della casa giapponese, la linea estetica ha subito poche ma evidenti innovazioni soprattutto nella parte anteriore e per ciò che riguarda il terminale di scarico che ora viene fuori sul lato destro della moto allungandosi verso la ruota posteriore a differenza del precedente modello che lo montava corto e sotto il corpo della moto aumentando l’agilità e la facilità di guida nel misto concentrando al centro i pesi. Anche il motore è stato modificato, infatti è passato dalla cilindrata di 600cc alla attuale di 1000cc raggiunta anche con l’aumento del numero di cilindri che dai due della sorella minore sono passati a quattro conferendo al mezzo e alla maggiore potenza maggior gestibilità senza grossi strappi.

Partiamo direttamente dal motore che in questo caso è quello della naked della casa di Akashi Z-1000, cioè un quattro cilindri da 1000cc capace di erogare una potenza di 118 CV a 9000 rpm, i cavalli ovviamente sono stati “tagliati” rispetto a quelli che spingono la super-naked. L’idea di tagliare la potenza garantisce comunque un buon comportamento della moto anche con bagaglio e passeggero al seguito e in ogni circostanza, inoltre sul blocchetto sinistro sono presenti i tasti che permettono di selezionare la mappatura tra le due disponibili e di inserire o meno il controllo di trazione. Per quel che riguarda la mappatura della centralina sono disponibili due opzioni, cioè la Low che taglia la potenza a 88 CV (utilissima per girare su strade viscide o bagnate) e la Full che toglie le briglie al motore e lascia liberi tutti i 118 CV. In simbiosi con la centralina lavora il controllo di trazione denominato KTRC (Kawasaki Traction Control), impostabile su tre livelli d’intervento. Facendo quindi un semplice calcolo si nota che la Versys ha la bellezza di sei impostazioni disponibili che rendono godibile al meglio e in qualsiasi situazione il mezzo.

Il motore è poi racchiuso in un telaio a doppio trave in alluminio pressofuso che utilizza il motore come elemento portante; lo stesso telaio deriva, come il motore, da quello della naked Z-1000. Grazie all’escamotage di far passare gli elementi laterali sopra il motore, gli ingegneri hanno ottenuto una sagoma snella che evita al pilota di tenere le gambe larghe durante la guida, facilitando l’inserimento degli incavi del serbatoio che favoriscono “l’abitabilità” della moto. Altra caratteristica particolare della ciclistica è rappresentata dalle sospensioni piuttosto alte ma completamente regolabili sia nel precarico che nell’estensione, ma la taratura morbida favorisce anche la guida in off-road. Dal punto di vista dell’impianto frenante si nota una coppia di dischi a margherita da 300mm sull’anteriore e un singolo disco da 250mm sul posteriore; unica pecca è il fatto che non sono previste pinze ad attacco radiale ma in compenso l’ABS è funzionale è utilissimo anche perché si tratta dello stesso che monta la sportiva di casa Kawasaky, cioè la ninja ZX-10r. Infine le ruote sono entrambe alte, avendo un raggio da 17” a sei razze montando uno pneumatico da 160mm al posteriore e uno da 120mm sull’anteriore.

L’altezza del mezzo permette una guida comoda e sicura, visto che si è in grado di controllare al meglio ogni situazione, la sella è piuttosto ampia e comoda sia per il pilota che per il passeggero che è ben accettato anche per quel che potrebbe essere un viaggio in compagnia. Il parabrezza anteriore è efficace e la lingua di plexiglass mobile garantisce un’escursione di circa 3cm. A livello di carico la motardona si difende bene grazie al portapacchi posteriore che è di serie e il serbatoio di grosse dimensioni dovrebbe garantire una lunga autonomia, inoltre il vano sottosella è ampio a differenza di altre concorrenti ed è in grado di contenere anche una tuta antipioggia. Peccato però per alcune finiture che non convincono molto la clientela affezionata al genere, infatti le leve di freno e frizione appaiono povere e quella della frizione non è regolabile per la distanza dal manubrio, insieme a queste potrebbe essere migliorato il terminale di scarico che appare tozzo e poco curato, infatti visto che tra i pezzi aftermarket la Arrow offre anche il terminale è facile prevedere che potrebbe essere sostituito subito dopo l’acquisto.

Infine la strumentazione che è mista analogico-digitale ma è completa e ben consultabile, soprattutto pieno di informazioni tra cui il livello della benzina e di un contachilometri parziale (oltre al totale) che appare sulla parte analogica del piccolo cruscotto.

Insomma dal punto di vista estetico è una moto che sa farsi valere, ma dal punto di vista delle prestazioni queste sono determinate, ovviamente, dalle caratteristiche e dalla ciclistica del mezzo; il motore è fluido e spinge bene anche ai medi regimi, la trasmissione a catena favorisce una marcia fluida e senza strappi di nessuna sorta. La posizione di guida è comoda e favorisce la possibilità di effettuare lunghi viaggi e il motore quattro cilindri limita parecchio le vibrazioni anche se si sentono una volta superati i 6000 giri e il cupolino alto evita la formazione di vortici fastidiosi sulle spalle del pilota anche se soffre leggermente le turbolenze all’altezza della testa. Il cambio è morbido e fluido anche se maltrattato, forse servirebbe un allungo maggiore ma è comunque accettabile il tiro del motore viste le sue capacità. Il telaio perimetrale favorisce una grande agilità anche se il peso si fa sentire soprattutto nelle manovre da fermi; la moto si muove con estrema facilità e sembra quasi un motard, le gomme sono perfettamente azzeccate e solo i freni potrebbero essere migliorati magari con pinze ad attacchi radiali, a punto il sistema di ABS sull’anteriore, mentre il posteriore se tirato forte tende a bloccare facilmente.

Infine il prezzo, la Verys è disponibile a 11.990 euro in bianco o grigio “magnesio”, il prezzo è concorrenziale viste anche le soluzioni tecniche garantite e il prezzo medio delle dirette concorrenti (BMW R 1200 GS e Ducati Multistrada 1200) che è superiore di circa 4000 euro.

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