Ippoterapia: marcia di protesta e risposta dell’Assessore

È andata da Porta d’Arce a piazza Vittorio Emanuele II la marcia di protesta contro la cancellazione del servizio di Ippoterapia intrapresa dagli addetti della Ad Partecipazione, insieme ai rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil e quelli di diverse realtà del volontariato e del terzo settore.

Ad essere contestato è lo smantellamento del servizio di ippoterapia attivo a Limiti di Greccio, con il sostegno di Asl e Comune, cessato alla fine del 2014 e non riconfermato nel 2015, dopo un il tentativo malriuscito di mettere il servizio a bando.

Arrivati sotto il Palazzo di Città i manifestanti si sono rivolti alla Giunta e soprattutto contro l’assessore ai Servizi sociali, Stefania Mariantoni, e il sindaco Petrangeli, scandendo il “tutti a casa, tutti a casa”.

Nel pomeriggio è arrivata la replica dell’assessore Mariantoni, per la quale si è fatto «Molto rumore per nulla».

«L’assenza di partecipazione alla presunta manifestazione di oggi – si legge nella nota – è la dimostrazione che qualcuno sta facendo diventare la vicenda del servizio di ippoterapia una questione personale con il solo scopo di tutelare i propri interessi. Notiamo, inoltre, grande confusione tra quanti mescolano gli interventi di competenza degli Enti locali con quelli di competenza della Asl. La riabilitazione, ad esempio, non è una competenza dei Comuni. Il servizio in questione non rientra più, per scelte non nostre, nei cosiddetti livelli essenziali di assistenza e dunque è necessario elaborare un piano di zona sociale che possa prevederlo insieme ad altri interventi. Il piano di zona è di competenza di 24 Comuni oltre il Comune di Rieti e si elabora di concerto con la Asl per integrare assistenza sanitaria e sociale».

«Alcuni punti fermi vanno comunque chiariti: le politiche per la disabilità si compongono di tanti servizi e tanti interventi tra i quali anche l’ippoterapia e ogni diagnosi ha bisogno di un intervento specifico e personalizzato che va concertato con la Asl. Qualsiasi tipo di servizio non può essere oggetto di un affidamento diretto come avvenuto in passato in quanto a vietarlo è la legge. I servizi di assistenza sociale devono essere erogati da personale qualificato e professionale. L’interesse da tutelare è quello degli utenti e delle loro famiglie e non quello di chi ha gestito con affidamenti diretti il servizio per oltre dieci anni. Ricordiamo, infine – conclude Mariantoni – che la competenza a decidere è dell’Assemblea dei sindaci del distretto sanitario e non solo del Comune di Rieti».

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