Come internet ha cambiato il modo in cui nascono le relazioni

Se fino a qualche generazione fa gli incontri avvenivano in luoghi socialmente contigui ai nostri, la prateria del web e i siti di dating online hanno allargato a dismisura il catalogo delle possibilità. Ma anche delle delusioni e degli imbrogli.

Siamo di fronte ad una vera rivoluzione antropologica dell’amore. In vent’anni di storia recente, come sono cambiate le relazioni e quindi la società con l’avvento in Internet? Che la Rete sia ormai uno dei luoghi privilegiati dove incontrarsi, dove intrecciare amicizie, sesso, amori e matrimoni è ormai una cosa nota. Ma sapere invece quanto durano i rapporti che nascono sulla Rete, i matrimoni nati in chat, le relazioni che si nutrono di Whatsapp e Facebook, è invece qualcosa di davvero inedito.

A raccontarci i sentimenti al tempo di Internet, utilizzando rigore scientifico e strumenti statistici, ci hanno pensato due professori di Economia con uno studio dal titolo “The strength of absent ties: social integration via online dating”. Ossia l’analisi di trent’anni d’amore online e l’impatto sul nostro modo di essere.

E una delle tesi, sorprendente, degli autori dello studio, è che negli Stati Uniti i rapporti nati in Rete sono ormai un terzo di tutti i matrimoni americani, ma sono anche sempre più inter-razziali. Perché uscendo dai confini del proprio ambiente e disvelandosi piano piano come accade, appunto, nelle relazioni virtuali, ecco che cadono le barriere sociali e gli amori si mescolano. Se infatti fino a qualche generazione fa gli incontri avvenivano in luoghi socialmente contigui ai nostri (la presentazione dell’amico dell’amico, il colpo di fulmine tra colleghi di lavoro, la compagna dell’università) la prateria del web e i siti di dating online hanno allargato a dismisura il catalogo delle possibilità. Ma anche delle delusioni e degli imbrogli, bisogna aggiungere.

Numeri americani che fotografano in parte anche una realtà italiana ma rispetto a vent’anni fa, quando gli amori virtuali erano visti come pura trasgressione, anzi come incontro di solitudini, oggi sono un modo come un altro per trovare amici o partner. Con una particolarità: quando il veicolo di contatto è la Rete, l’incontro fisico è spesso preceduto da una conoscenza lenta, ci si svela raccontandosi passioni, gusti, preferenze. Così quando poi davvero ci si vede c’è già confidenza. E questo sembrerebbe aiutare la tenuta di un rapporto. Dalla trasgressione alla normalità dunque.

Una condizione che gli adolescenti in particolare conoscono bene. Per loro, comunque avvenga l’incontro la relazione è interconnessa tra il fisico e il virtuale. Come afferma Paolo Ferri, infatti, ordinario di Teoria e tecnica dei nuovi media all’università Bicocca di Milano, “sul fronte dei rapporti sentimentali la Rete è un continuo scambio di dimensioni: ci si conosce online e poi ci si incontra fisicamente o il contrario. In un flusso ininterrotto. Dopo pochi minuti che ci si è salutati ecco che ci si ritrova nei messaggi. Basta osservare gli adolescenti, il cui smartphone è ormai un’appendice fisica. In questo senso sì, il web è un laboratorio di relazioni che forse ci racconta come sarà il mondo di domani”.
E chissà quali saranno i risultati di questa nuova antropologia amorosa.

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