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Infortuni sul lavoro da Covid, Paolucci: «Trimestre nero per lavoratori del nostro territorio»

«Nell’ultimo trimestre del 2020 le segnalazioni pervenute dal nostro territorio all’Inail per questa specifica tipologia di infortunio sul lavoro sono raddoppiate. Erano state 217 a fine novembre, 134 invece a fine ottobre», spiega Alberto Paolucci, segretario Uil Rieti e Sabina Romana

Sono 244 le denunce di infortuni sul lavoro da Covid 19 nel reatino. Più colpite le donne con 177 casi, meno gli uomini 67 segnalazioni. La fascia di età più esposta è risultata essere quella tra i 50 e i 64 anni, con 114 infezioni e poi quella tra i 35 e 49 anni con 105 denunce. Infermieri, medici, operatori socio sanitari e socio assistenziali sono le professionalità dove il virus ha colpito di più. I dati emergono dall’approfondimento che la Uil di Rieti e della Sabina Romana ha elaborato per fare il punto sul numero delle infezione contratte da lavoratrici e lavoratori della provincia da gennaio a dicembre 2020.

«Praticamente – spiega Alberto Paolucci, Segretario della Uil di Rieti e della Sabina Romana – nell’ultimo trimestre del 2020 le segnalazioni pervenute dal nostro territorio all’Inail per questa specifica tipologia di infortunio sul lavoro sono raddoppiate. Erano state 217 a fine novembre, 134 invece a fine ottobre».

Una crescita legata indissolubilmente alla seconda ondata della pandemia, che ha portato l’intera regione a chiudere l’anno con 7381 infezioni contratte sul lavoro, 131mila quelle da nord a sud del Paese. «Purtroppo con la seconda ondata della pandemia – aggiunge l’esponente sindacale – il territorio ha fatto i conti anche con il primo decesso a seguito del contagio da coronavirus. Le vite spezzate nel Lazio sono state 28, 23 a Roma e provincia, due a Frosinone e altre due a Latina. E in Italia hanno raggiunto le 423 unità».

«Tra le province siamo la meno colpita in termini di denunce pervenute all’Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro – conclude Paolucci – Roma ne ha totalizzate 5863, Frosinone 471, Latina 487, Viterbo 316. La speranza di tutti noi è che il peggio sia alle spalle. Ma è presto per affermarlo con certezza. Una cosa è certa: il 2020 si è chiuso con numeri allarmanti che evidenziano quanto sia fondamentale la salute e la sicurezza sul lavoro. Un tema, questo, che insieme con la segreteria Uil Lazio e con gli altri territori regionali, ci vede impegnati quotidianamente per scrivere insieme pagine nuove di sicurezza sul lavoro».

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