Incendi boschivi, la provincia di Rieti tra le meno colpite della regione

Un estate particolarmente soleggiata ha creato le condizioni favorevoli (rispetto allo scorso anno) all’insorgere degli incendi boschivi, tuttavia la provincia di Rieti è stata tra le meno colpite in ambito regionale, se si pensa a Latina dove gli incendi hanno flagellato il territorio.

Dei 39 incendi registrati dal primo gennaio al 30 settembre, infatti soltanto 12 si sono sviluppati nel periodo tra giugno e settembre interessando una superficie complessiva 47 ettari e mezzo di cui 40,5 ettari di superficie non boscata (terreni incolti abbandonati, oliveti, ecc.) e 7 di bosco misto di specie quercine.

Di fatto il “grosso” degli incendi si è avuto nel periodo inverno-primaverile, con il mese di aprile che ha fatto registrare ben 12 incendi dei 23 occorsi da gennaio a maggio.

Sul fronte del fuoco sono sempre prontamente e tempestivamente intervenuti gli uomini del Corpo Forestale dello Stato, i Vigili del Fuoco e i Volontari delle associazioni di Protezione Civile e/o Gruppi Comunali,che grazie alla elevata preparazione professionale, conoscenza del territorio, spirito di sacrificio, hanno contribuito a limitare l’espandersi delle fiamme e a tutelare la pubblica e privata incolumità. Non di rado si è fatto ricorso all’impiego di aeromobili appartenenti sia alla flotta regionale che a quella dello Stato, soprattutto per gli incendi in zone particolarmente impervie e quando le condizioni ne hanno reso indispensabile l’impiego.

Nell’ambito dell’attività investigativa svolta dal personale dei Comandi Stazione Forestale sulle cause di insorgenza degli incendi, sono state deferite alla Procura della Repubblica, per il reati di incendio colposo cinque persone, ritenute responsabili di altrettanti incendi. Per alcuni incendi sono ancora in corso le indagini al fine di risalire agli autori.

Puntuale è stato anche il rilievo delle superfici interessate dei roghi, operato dalla Forestale, con strumentazioni tecnologiche direttamente sul posto al fine di raccogliere dati che vengono poi inseriti in un apposito programma. Questa attività post incendio è indispensabile in quanto per effetto della Legge n.353 del 2000, sulle aree percorse dal fuoco scattano tutta una serie di restrizioni che hanno una durata di diversi anni come ad esempio il divieto di pascolo, di caccia, di edificabilità ecc.. Inoltre con la stessa Legge viene istituito il Catasto degli incendi boschivi, strumento propedeutico ai Comuni per la gestione del territorio.

Si è potuto constatare, anche nell’anno in corso, come nel passato, che tra le cause di insorgenza degli incendi boschivi la componente umana è sempre elevata ed in particolare le cause colpose, quindi incendi cagionati dall’uomo non per una volontà diretta nel voler cagionare l’evento, ma il mancato rispetto delle norme (divieto di bruciare i residui vegetali nel periodo di grave pericolosità per gli incendi boschivi) o quando ciò sia possibile, il non aver prestato attenzione alle buone pratiche da porre in essere nel bruciare residui vegetali o altro.

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