Imprese: a Rieti 915 chiuse, 860 aperte

Sono 860 le nuove imprese nate a Rieti nel corso del 2014, in un anno che registra anche purtroppo 915 chiusure che portano quindi ad un saldo di nati-mortalità imprenditoriale negativo di 55 unità, con un tasso percentuale del -036% a fronte di un tasso nazionale di segno positivo (+0,51%). Questi i dati ufficiali sulla natalità e mortalità delle imprese, relativamente alla provincia reatina, risultanti dal Registro delle imprese delle Camere di Commercio nel 2014 diffusi da Unioncamere sulla base di Movimprese, la rilevazione condotta da InfoCamere. (Tutti i dati, come di consueto, sono disponibili online all’indirizzo www.infocamere.it).

“Sono numeri che testimoniano la necessità di cogliere l’opportunità di Expo per il suo effetto turistico-commerciale nel settore dell’agroindustria e di accelerare sui diversi progetti di sviluppo avviati nel nostro territorio, tra cui l’accordo di programma, il recupero delle ex aree industriali, il decollo del polo della logistica, il rilancio del Terminillo, e che potranno manifestare i loro effetti positivi solo quando saranno pienamente concretizzati”, dichiara il presidente della Camera di Commercio di Rieti, Vincenzo Regnini.

A livello nazionale, il sistema delle imprese sembra aver ritrovato il passo della crescita e, nonostante una buona parte dell’anno trascorsa con l’affanno, alla fine del 2014 mette a segno un saldo positivo tra aperture e chiusure. Il bilancio, di poco superiore alle 30mila unità, è pari a un tasso di crescita del numero delle imprese registrate dell’0,51%, più che doppio rispetto all’anno precedente (+0,21%). Il risultato appare totalmente determinato dalla fortissima frenata delle cessazioni (340.261 le imprese che hanno chiuso i battenti, 31.541 unità in meno rispetto a quanto avvenuto nei dodici mesi precedenti). Il dato è il migliore dal 2010 e segnala una probabile inversione di tendenza nelle attese degli imprenditori oggi attivi, che intravvedono la possibilità di un effettivo rilancio delle attività nel corso del 2015.

Al dato positivo dello stop nell’emorragia di imprese, fa eco un segnale altrettanto importante dal lato delle aperture. Nei dodici mesi appena trascorsi, infatti, le nuove iniziative sono state 370.979, un risultato insperato benché inferiore a quello dell’anno precedente. Aldilà della conferma che, per chi si accinge a fare impresa, le incertezze del quadro economico non sono ancora del tutto superate, il dato sembra indicare l’urgenza di completare le riforme economiche (da quella del lavoro, al fisco, alla semplificazione) per facilitare l’avvio di nuove iniziative.

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