Imprese

Imprese individuali guidate da stranieri, nel reatino sono 827

Sono 827 le imprese individuali guidate da stranieri nei 73 comuni della provincia di Rieti a fronte di un totale di 8985 imprese individuali registrate, con un’incidenza pari al 9,20%, inferiore alla media nazionale del 14,7%

Sono 827 le imprese individuali guidate da stranieri nei 73 comuni della provincia di Rieti a fronte di un totale di 8985 imprese individuali registrate, con un’incidenza pari al 9,20%, inferiore alla media nazionale del 14,7%. E’ quanto fotografato dall’elaborazione compiuta da Unioncamere-Infocamere sulla base dei registri imprese delle Camere di commercio in merito agli insediamenti a livello comunale di attività economiche individuali guidate da persone immigrate che mostrano come l’imprenditoria straniera si confermi una componente strutturale del tessuto economico italiano.

Tra i Comuni del Reatino a maggiore incidenza di imprese individuali guidate da stranieri sul totale imprese individuali vi sono Scandriglia (21,20%, pari a 49 imprese su 231), Stimigliano (18,40%, ossia 18 su 98), Roccantica (15,60% pari a 5 su 32), Nespolo (15,40% pari a 2 su 13), Labro (14,80%, pari a 4 su 27). Il capoluogo reatino si ferma al 10,60%, con un numero assoluto pari a 240 imprese individuali guidate da stranieri su un totale di 2.259.

Al 31 dicembre dello scorso anno, erano solo 400 i Comuni italiani “senza almeno un’impresa individuale con titolare straniero. All’estremo opposto, nei restanti 7.500 Comuni, sono poco più di 100 quelli in cui si possono contare almeno 500 attività economiche di immigrati: poco meno di 220mila imprese che rappresentano il 46% di tutto l’universo delle aziende individuali di immigrati.

L’hinterland di Roma, Milano, Napoli e Firenze sono poli naturali di attrazione per l’insediamento di attività economiche guidate da cittadini stranieri.

Il Registro delle imprese mostra che tra i 107 Comuni con più di 500 imprese individuali di stranieri, la graduatoria per peso percentuale pone sul podio più alto Casandrino (in provincia di Napoli), con il 58,3% di imprese straniere sul totale delle imprese individuali del territorio. A seguire, troviamo Castel Volturno (Caserta) con il 54,7% e Sesto Fiorentino (Firenze) dove si sfiora il rapporto uno a due (49,7%). Subito dopo, con percentuali superiori al 40% di rappresentatività dell’imprenditoria straniera rispetto a quella locale, seguono i Comuni di San Nicola La Strada (Caserta) con il 43,5%, Montemurlo (Prato) e Pioltello (Milano), ambedue con il 41,8%.

La forte concentrazione di imprese straniere si accompagna alla prevalenza di una specifica nazionalità di nascita degli imprenditori. A San Nicola La strada, l’81,6% dei titolari di impresa di immigrati viene dal Senegal, a Sesto Fiorentino il 77,1% degli stranieri sono cinesi, a Castel Volturno ha origini nigeriane il 54,1% degli imprenditori nati fuori dai confini italiani e a Casandrino la comunità più rappresentata è quella del Bangladesh (41,7%).

Incrociando i paesi di nascita dei titolari con quelli delle province in cui hanno sede le imprese, emerge poi una mappa delle province che di fatto sono state elette a “patrie” imprenditoriali di alcune nazionalità: è il caso dell’Egitto che concentra in provincia di Milano quasi la metà (il 43,5%) di tutte le sue imprese in Italia; o del Bangladesh che ha il suo ‘quartier generale’ a Roma, dove ha sede il 42,7% di tutte le sue imprese.

Sempre a Roma si trova la comunità imprenditoriale rumena più estesa (il 15,1% del totale delle imprese guidate da cittadini di quel paese) e quella tunisina (6%). Altre province in cui si assiste al fenomeno sono Napoli (dove ha sede il 20,4% della comunità pachistana), e Milano dove ha stabilito la propria sede l’11,2% di tutta la rappresentanza cinese in Italia.

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