Imprenditori si diventa: bene il workshop “Impresa in Azione”

«Siete pronti a valutare 15 o 20 progetti sviluppati dalle mini imprese scolastiche o ad acquisire un prodotto o un servizio creato dagli studenti-imprenditori nel corso dell’anno scolastico?»

Con questa domanda il direttore della Junior Achievement Italia, la Dott.ssa Miriam Cresta, si è rivolta agli esponenti del mondo produttivo locale (Camera di Commercio, CNA, Federlazio) presenti al workshop di presentazione del nuovo progetto formativo Impresa in Azione promosso dalla Junior Achievement (la più vasta organizzazione non profit al mondo dedicata all’educazione economica dei giovani) e finanziato dalla Fondazione Varrone, svoltosi mercoledì presso le sale di Palazzo Potenziani.

Il progetto partito con la formazione dei docenti a novembre, si concluderà a fine anno scolastico.

«Gli imprenditori del territorio dovranno infatti mettere a disposizione delle scuole le loro competenze, il proprio tempo e l’esperienza» ha sottolineato la Cresta. «Si svilupperà in questo anno scolastico una didattica nuova che costringerà i docenti a mettere in discussione il loro modo di insegnare. Cambia l’aula e molta attività verrà fatta fuori dalla scuola e anche su skype. Si ridefinisce l’orario scolastico. Le scuole che fanno impresa in azione acquisiscono anche una leadership sul territorio. Non si insegna marketing o gestione aziendale secondo il metodo tradizionale, ma si concretizza un’idea, un piano di azione, si crea un prodotto, si apprende l’alfabetizzazione finanziaria su cui gli studenti italiani sono molto carenti. Noi siamo andati oltre le tradizionali logiche dell’alternanza scuola-lavoro, gli studenti non faranno tirocinio nelle aziende, ma creeranno essi stessi un’impresa. L’imprenditorialità è una competenza che può essere insegnata e quindi appresa» conclude Miriam Cresta.

Il Direttore Cresta ha poi illustrato un interessante sondaggio fatto tra gli studenti che hanno partecipato nel corso di 10 anni ai progetti di educazione imprenditoriale, che ha rilevato un aumento dell’attività autonoma e una diminuzione della disoccupazione.

Nel saluto ai presenti, il Presidente della Fondazione Varrone, Antonio Valentini, dopo aver ribadito il totale e costante investimento dell’Ente a favore dei giovani, ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa che rappresenta un primo esperimento verso l’educazione imprenditoriale nonché lo sviluppo della cultura imprenditoriale tra i giovani del territorio.

«Formare i nostri giovani sullo spirito di impresa è fondamentale per la loro crescita professionale nonché per lo sviluppo del territorio. Auspichiamo che questo progetto possa realmente innescare un cambiamento culturale nelle nuove generazioni, promuovendo la creatività, l’uso consapevole delle risorse, il coraggio e la responsabilità del rischio, proprio come i veri imprenditori sanno fare nonché dare strumenti concreti per realizzare pienamente il loro potenziale» ha commentato il Presidente Valentini.

Ha salutato poi la platea in maggioranza rappresentata dal mondo della scuola piuttosto che dal mondo dell’imprenditoria, il Consigliere della Fondazione Pierluigi Persio delegato per il progetto.

«Grazie al mondo della scuola che ha risposto con entusiasmo» ha esordito l’Ing Persio. «Il territorio potrà ripartire solo dalle sue sole forze endogene. L’attuale situazione economica impone un immediato cambiamento e un rimboccarsi le maniche. Imprenditorialità, amore per la città e consapevolezza del mercato sono le chiavi per contribuire allo sviluppo di questa terra che da vocazione contadina a quella della grande industria degli anni’80 oggi deve ripartire dall’impresa e dalla capacità imprenditoriale e dallo spirito di iniziativa di cui siamo stati carenti».

A relazionare per l’associazione RENA che ha coordinato il rapporto con le scuole per il progetto Impresa in azione, la Dott.ssa Giada Dionisi e il Dott.Emanuele Morciano.

L’Associazione oltre ad organizzare la formazione dei docenti, seguirà per tutto l’anno scolastico la gestione delle start-up d’impresa delle venti classi appartenenti agli 11 Istituti Superiori della provincia, che sperimenteranno in maniera reale il funzionamento di un’impresa creando un nuovo prodotto o un servizio. Si va verso una nuova cultura scolastica.

Rispondi