Il vescovo Domenico: «lasciare i rimpianti e inoltrarsi verso l’inedito»

«Occorre prendere congedo da una pagina della storia senza rimpianti e inoltrarsi verso l’inedito». Lo ha spiegato il vescovo Domenico, commentando il Vangelo di Luca, durante la Messa celebrata mercoledì 25 novembre nella chiesa del Monastero delle Benedettine di Cittaducale. L’evangelista scrive dopo la distruzione di Gerusalemme, ma «non intende precisare i tempi della fine, ma interpretare il senso di confusione e di caos che i cristiani vivono, pur dopo la venuta di Cristo. La chiesa della terza generazione, infatti, si trova in mezzo ai fanatici che attendono con impazienza la fine e ai delusi che si sono rassegnati e non aspettano più nulla». Ma tra gli impazienti e i rassegnati emergere «l’atteggiamento responsabile dei testimoni, cioè dei martiri ‘qui e ora’».

«Da questo punto di vista anche le parole conclusive del brano che invitano ad uscire dalla città sotto assedio e a scappare sui monti sono emblematiche» ha sottolineato mons. Pompili, suggerendo che «un grande cambiamento che non significa la fine, ma probabilmente solo un nuovo inizio. Se ci lasciassimo guidare da questa percezione non saremmo preda di nostalgie e soggetti a certa stanchezza. Sapremmo attraversare il guado di questa nuovo inizio che è richiesto».

Eucaristia presso le Monache benedettina di Cittaducale


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