Quaresima

Il vescovo Domenico benedice l’ufficio postale di via Garibaldi: «Impegnatevi sempre creare comunicazione»

Lo scorso 8 marzo, il vescovo Domenico ha fatto visita alla sede di Poste Italiane di via Garibaldi, a Rieti, per un breve momento di benedizione in apertura del tempo di Quaresima

Lo scorso 8 marzo, il vescovo Domenico ha fatto visita alla sede di Poste Italiane di via Garibaldi, a Rieti, per un breve momento di benedizione in apertura del tempo di Quaresima.

«Benedire vuol dire prendere consapevolezza del lavoro che svolgete», ha spiegato monsignor Pompili rivolgendosi ai presenti durante la breve liturgia.

Nell’attività di Poste Italiane, infatti, don Domenico ha riconosciuto il segno del lavoro che per molti aspetti «cambia pelle», pur mantenendo la sua specificità. Nel caso specifico delle Poste, ciò che resta consiste «nel portare in contatto, nel mettere in comunicazione».

Un compito che il servizio postale svolge da sempre, «fin dal tempo delle mitiche cartoline», e che i lavoratori sono stati esortati a tenere nella dovuta attenzione. Insieme alla consapevolezza di operare in «un corpo ben articolato, nel quale l’unione fa la forza». Un aspetto che «vale per tutti gli ambiti di lavoro», ma che per i lavoratori delle Poste assume un sapore particolare, perché ne consegue «l’efficienza del vostro servizio».

Un servizio tanto più importante perché reso al pubblico, e il vescovo non ha nascosto che a volte agli operatori capita di scontrarsi con il malumore degli utenti. Ma proprio per questo «si deve sottolineare il grande impegno di rinnovamento e professionalità che mettete nella vostra attività quotidiana. Le Poste sono tra le realtà italiane quelle che con più forza hanno accettato la sfida dell’innovazione digitale. Nei modelli di transizione, quando si passa da un modello certo a uno in evoluzione, si va in contro anche a qualche fatale errore. Ma questo non vi deve dispensare dall’impegno».

 

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