Il terzo giorno è risuscitato

È risorto perché la Chiesa lo crede e lo proclama tale, o è risorto e “per questo” la Chiesa lo proclama tale? Ancora: è risorto lui, la “persona” di Gesù, o è risorta solo la sua “causa”, nel senso puramente metaforico, in cui risorgere significa il sopravvivere o il riemergere vittorioso di un’idea, dopo la morte di chi l’ha proposta? La risposta più autorevole è contenuta nel Vangelo, messa lì in anticipo dallo Spirito Santo: “È risorto in verità”, “Davvero il Signore è risorto” (Lc 24,34) dicono gli Apostoli, accogliendo i due discepoli di Èmmaus, prima ancora che questi possano raccontare la loro esperienza. È risorto dunque “nella realtà”, “davvero”. I cristiani orientali hanno fatto di questa frase il saluto pasquale: “Il Signore è risorto”, a cui il salutato risponde: “È risorto veramente!”.

Vediamo dunque in che senso si dà un approccio anche storico alla risurrezione di Cristo. Non perché qualcuno di noi non vi creda ancora o debba essere persuaso per questa via, ma, come dice Luca all’inizio del suo Vangelo, “perché possiamo renderci conto della solidità degli insegnamenti che abbiamo ricevuto” (cf Lc 1,4).

Con la Passione e la morte di Gesù, quella luce che si era andata accendendo nell’anima dei discepoli non regge alla prova della sua tragica fine. Il buio più totale ricopre tutto. Si era andati vicino a riconoscerlo per l’Inviato di Dio, per uno che era molto più di tutti i profeti. Adesso non si sa più che cosa pensare. Lo stato d’animo dei discepoli ci è descritto da Luca nell’episodio dei due discepoli di Èmmaus: “Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni …” (Lc 24,21). Siamo a un punto morto della fede. Il caso Gesù è considerato chiuso.

Adesso – sempre nella storia – portiamoci a qualche anno dopo. Che incontriamo? Un gruppo di uomini, gli stessi che erano stati accanto a Gesù, che vanno ripetendo, a voce e negli scritti, e con la forza dello Spirito, che Gesù di Nàzaret era lui il Messia, il Signore, il Figlio di Dio; che Egli è vivo e che verrà a giudicare il mondo. Il caso di Gesù non solo è riaperto, ma è portato in breve tempo a una dimensione incredibilmente profonda e universale. Quell’uomo interessa non solo il popolo ebraico, ma tutti gli uomini di tutti i tempi. “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata pietra d’angolo” (1 Pt 2,4), cioè sostegno e principio di una nuova umanità. D’ora in poi, non c’è alcun altro Nome dato agli uomini sotto il cielo, nel quale è possibile essere salvati, se non quello di Gesù di Nàzaret (cf At 4,12).

(da: I Misteri di Cristo nella vita della Chiesa)

Per gentile concessione della casa editrice Ancora.

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