Anniversario del terremoto

Il segno della notte del 24 agosto: «Continuare a condividere i pesi gli uni degli altri»

«Continuare a condividere i pesi gli uni degli altri»: è stata questa la preghiera rivolta dal vescovo Domenico a quanti si sono ritrovati sul campo da calcio di Amatrice per ricordare i tragici momenti del 24 agosto 2016

«Continuare a condividere i pesi gli uni degli altri»: è stata questa la preghiera del vescovo Domenico durante la veglia che ha visto tante persone riunite sul campo da calcio di Amatrice per ricordare i tragici momenti del 24 agosto 2016. A quattro anni dal terremoto è infatti necessario più che mai non perdere la speranza, anche quando «sembrerebbe che la cosa migliore sarebbe di andare altrove».

Perché anche quando la situazione sembra disperata, è sempre aperta la possibilità di scommettere sul futuro. A patto di essere «capaci di fare qualcosa che “prima però” pensa ad altri rispetto a noi stessi».

Un atteggiamento testimoniato in questi anni da tanti parenti delle vittime, «che sono orfani di una presenza che li ha impoveriti in modo irreversibile», e tuttavia «sono capaci di andare avanti nella vita di ogni giorno dando addirittura la precedenza ad altri».

«Questa grandezza d’animo – ha sottolineato mons Pompili – è il segno di una speranza che non muore», e aiuta a capire le parole di Gesù quando annuncia la beatitudine di chi piange e di chi ha fame e sete, mentre mette in guardia i ricchi e i sazi. «Non si tratta di un augurio per alcuni o di una maledizione per altri. Ma dell’assicurazione che anche la condizione ad oggi più compromessa può essere aperta al futuro. Mentre quella più garantita può essere esposta al fallimento».

Il sottinteso è che «soltanto condividendo quello che si è e si ha sarà possibile capovolgere la realtà» e cioè far accadere ciò che sembra «l’impossibile».


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