Anniversari

Il ricordo di Stefano, «che ha deposto la sua vita»

Due anni fa moriva a 53 anni il vigile del fuoco Stefano Colasanti: colleghi, parenti e parrocchiani lo hanno ricordato con una Santa Messa celebrata nella chiesa di Santa Maria Assunta a Vazia

Due anni fa, il 5 dicembre 2018, moriva a 53 anni il vigile del fuoco Stefano Colasanti. Originario di Vazia, Stefano fu una delle delle due vittime nella violenta esplosione di un’autobotte piena di gpl sulla via Salaria, nei pressi di Borgo Quinzio.

Nel secondo anniverssario della tragedia, amici, parenti e parrocchiani lo hanno ricordato con una Santa Messa celebrata nella chiesa di Santa Maria Assunta a Vazia dal parroco don Zdenek. E non poteva mancare la grande ed affettuosa famiglia dei vigili del fuoco con in capo il comandante provinciale di Rieti Paolo Mariantoni: i colleghi di Stefano, i compagni di squadra, hanno ricordato l’amico che non si è fermato davanti al pericolo.

Il messaggio centrale della prima lettura è stato la venuta di Dio. Ecco, il Signore viene: il Vangelo apre con le sue prime righe di Marco, principio della buona notizia di Gesù Cristo Figlio di Dio che poi conclude con la professione del centurione vedendo Gesù sulla croce: Veramente quest’uomo era Figlio di Dio.

«Gesù offre, dona la sua vita – ha detto il parroco – come l’ha deposta Stefano in quel terribile istante nel rogo di via Salaria: pur non in servizio, ha deposto se stesso per soccorrere altre persone nel disastro che si stava consumando: e così ha realizzato la sua buona notizia, la sua figliolanza».

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