Il pugno alzato? Non si rifiuta più a nessuno

Non si può certo dire che l’apparizione reatina di Tommie Jet Smith sia passata inosservata. Arrivato in città in occasione del Meeting, per celebrare insieme ad Alberto Juantorena la memoria di Pietro Mennea, il campione americano ha mandato in sollucchero un bel po’ di persone. Sono in tanti, infatti, a venerare come un’icona l’immagine di Smith a capo chino che alza il pugno al cielo.

E giustamente: in quella foto c’è il ritratto di una caparbia convinzione. C’è l’idea che il diritto sia destinato ad affermarsi sulla stortura e l’ingiustizia. E c’è la consapevolezza che per questi risultati c’è un prezzo da pagare. Sono cose di Sinistra, cose risapute, ma è sempre un bene ripeterle. E insieme domandarsi: cos’è la Sinistra oggi?

Sì, perché oramai si ha l’impressione che essere ‘di Sinistra’ non significhi quasi più nulla. Si direbbe che a poco a poco la ‘società dello spettacolo’ abbia fagocitato pure il pugno alzato di Smith. L’ha riproposto all’infinito e svuotato poco a poco di senso. Quel gesto dal sapore eroico, ripetuto a Rieti per accontentare curiosi e fotografi, è finito col sembrare falso, commerciale, e inutilmente celebrativo. Ha sfiorato il rischio di diventare la parodia quel che era. Proprio come la Sinistra.

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