Le parole del Papa

Il Papa al Meeting di Rimini: siate testimoni della forza attrattiva della fede

La bellezza di Dio e la gioia della fede: in un messaggio a firma del segretario di Stati vaticano Pietro Parolin Francesco benedice i partecipanti al tradizionale appuntamento di Comunione e Liberazione

Al via domani, in una versione prevalentemente digitale, la 41.ma edizione del Meeting per l’amicizia tra i popoli, consueto appuntamento estivo, aperto all’attualità vista con gli occhi della fede, e organizzato da Comunione e Liberazione. Il tema di quest’anno è: “Privi di meraviglia restiamo sordi al sublime”. Oggi Francesco fa giungere il suo augurio di una buona riuscita al vescovo di Rimini, monsignor Francesco Lambiasi, e attraverso di lui, a tutti i partecipanti che si alterneranno fino al 23 agosto, sia sulle piattaforme digitali sia con presenza di pubblico, nella sede della manifestazione, che quest’anno sarà il Palacongressi di Rimini.

Lo stupore via di conoscenza e fede

“Privi di meraviglia restiamo sordi al sublime”: il tema della speciale edizione di quest’anno, tratta dal filosofo ebreo Abraham Joshua Heschel, e citata da don Giussani, muove anche il messaggio a firma del segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, per sottolineare quanto “lo stupore” sia ciò che mette e rimette in moto la vita, consentendole di ripartire in ogni circostanza, anzi è il dono, come dice il Papa, che evita che la vita sia grigia, abitudinaria cosi come accade per la fede. “Anche la Chiesa – sono parole di Francesco – ha bisogno di rinnovare lo stupore di essere dimora del Dio vivente, Sposa del Signore, Madre che genera figli”.

La pandemia ci ha fatto sperimentare la dimensione dello stupore che assume la forma della compassione in presenza della sofferenza. Essa ha spinto tanti eroi del quotidiano – medici, infermieri, insegnanti – ad affrontare la sfida del coronavirus con dedizione e impegno e ha consentito a tanti di ritrovare nei volti e nella presenza dei familiari, la forza per affrontare disagi e fatiche.

La ricerca di Dio, anelito dell’uomo

“In questo senso, il tema del prossimo Meeting costituisce – si legge nel messaggio –  un potente richiamo a calarsi nelle profondità del cuore umano attraverso la corda dello stupore”, che è davvero la strada per cogliere i segni del sublime, cioè di quel Mistero che costituisce la radice e il fondamento di tutte le cose. “Solo lo stupore conosce”. D’altra parte – si legge ancora – se un tale sguardo non è coltivato, “si diventa ciechi davanti all’esistenza: chiusi in sé stessi, si resta attratti dall’effimero e si smette di interrogare la realtà”.

La pandemia ha spinto anche tanti a interrogarsi sulla ricerca del senso della vita, del dolore, della morte, proprio nel confinamento e nell’apparente impotenza e ciò conferma la sete incessante che caratterizza il cuore dell’uomo che non può accontentarsi di risposte parziali . “Dentro di sé egli possiede un anelito di infinito, una tristezza infinita, una nostalgia che si appaga solo con una risposta ugualmente infinita. La vita sarebbe un desiderio assurdo, se questa risposta non esistesse”. Una circostanza tanto drammatica come la pandemia ha dunque “restituito, almeno per un poco, un modo più genuino di apprezzare l’esistenza, senza quel complesso di distrazioni e preconcetti che inquina lo sguardo, sfuoca le cose, svuota lo stupore e distoglie dal chiederci chi siamo”.

La sfida ai cristiani: testimoni della bellezza di Dio

Allo stupore è unita anche la bellezza, anch’essa – si legge nel messaggio – è “esperienza decisiva per raggiungere la verità”. Per questo nel tema del Meeting quest’anno è la sfida “decisiva ai cristiani, chiamati a testimoniare la profonda attrattiva che la fede esercita in forza della sua bellezza: l’attrattiva Gesù, secondo un’espressione cara al Servo di Dio Luigi Giussani. Ecco dunque il cuore del messaggio: l’invito del Papa è a “continuare a testimoniare l’esperienza della bellezza di Dio, che si è fatto carne perché i nostri occhi si stupiscano nel vederne il volto e i nostri sguardi trovino in lui la meraviglia di vivere. È un compito a cui non possiamo sottrarci, specialmente in questo tornante angusto della storia. È la chiamata a essere trasparenze della bellezza che ci ha cambiato la vita, testimoni concreti dell’amore che salva, soprattutto nei riguardi di quanti ora maggiormente soffrono”.

Da Vatican News

Rispondi