Cinema

Il cinema di Natale

L’ultimo “Star Wars”, la commedia “Last Christmas”, la fiaba “Pinocchio” e il mélo “The Farewell”. E poi c’è Ken Loach: ecco le indicazioni della Commissione Film Cei

È Natale! Momento ideale per stare in famiglia… E in sala troviamo molti titoli di richiamo, adatti a tutti. Il più atteso è certo “Star Wars: L’ascesa di Skywalker”, Episodio IX della saga “Star Wars” creata da George Lucas. La prima trilogia era composta da “Star Wars” (1977), “L’impero colpisce ancora” (1980) e “Il ritorno dello Jedi” (1983); dopo il successo planetario, Lucas ha ripreso il mano il progetto all’inizio del nuovo Millennio con la trilogia Episodio I-III (1999-2005). Infine, con la vendita della sua casa di produzione alla Disney, la saga ha ritrovato smalto nelle mani del visionario J.J. Abrams; sono nati così “Il risveglio della Forza” (2015), “Gli ultimi Jedi” (2017) e ora “L’ascesa di Skywalker”. Siamo dunque all’atto finale della dinastia che ruota attorno ai fratelli Luke e Leila, ossia Mark Hamill e la compianta Carrie Fisher, scomparsa nel 2016. Dinamiche familiari, lotta per il potere, dissidio interiore tra bene e male nonché meraviglie di effetti speciali e senso di avventura sono gli ingredienti di una saga magnetica, senza tempo.

Al cinema c’è anche la commedia inglese “Last Christmas” di Paul Feig, scritta da Emma Thompson e interpretato da Emilia Clarke, la star di “Game of Thrones”. Un “Feel Good Movie” sotto Natale, sul bisogno di ritessere legami familiari e ricentrarsi nella vita. Si tratta di un Dickens “reloaded” in clima di Brexit con le canzoni del gruppo Wham!, con la voce di George Michael. Film romantico-esistenziale semplice e gustoso come un pasticcino di Natale, con inaspettati approfondimenti di senso.

In sala c’è anche il “Pinocchio” di Matteo Garrone, il racconto magico-fiabesco del classico di Collodi; Garrone è riuscito a raccordare lo sguardo di Luigi Comencini del 1972 con l’immaginario visivo ricco di chiaroscuri alla Tim Burton. Il nuovo “Pinocchio” è un romanzo di formazione a misura di bambino; un racconto metaforico della vita, del diventare piccoli grandi uomini, schivando le insidie e mettendo al centro gli affetti. La regia e la confezione formale sono molto belle e convincenti; menzione speciale poi per il cast, tutto di alto livello, a cominciare da Roberto Benigni nei panni di Geppetto. Consigliabile, poetico.

Due proposte ancora. La rivelazione “The Farewell” di Lulu Wang, racconto semiserio incentrato sulla ricerca di sé e la riconciliazione le proprie radici tra USA e Cina; un film consigliabile e problematico. Inoltre, il sempre bravo Ken Loach, regista britannico ottantenne pronto ancora una volta a dar voce a lavoratori e disgraziati: con “Sorry We Missed You” ci racconta la famiglia oggi tra precarietà e ritmi schiaccianti. Lucido, vibrante, emozionante.

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