Il Cammino di Francesco ha incontrato il Meeting

Il mondo dell’atletica leggera presente a Rieti per partecipare al 45° Meeting internazionale del 13 settembre ha incontrato il francescanesimo povero della Valle Santa, che per le umili sembianze rimaste, contrasta non poco con quello giottesco, colmo e “lussureggiante di Assisi”.

È, per intenderci, il francescanesimo ruvido e scarno, sopravvissuto negli eremi dei frati minori aggrappati alle rocce dei monti reatini, disposti sulle colline e riscontrabile negli oggetti semplici e rozzi, quasi puerili, lasciati nei romitori ancora in piedi, capaci di trasmettere sempre il messaggio che il Poverello vi ha manifestato quasi 800 anni fa vivendo a Fonte Colombo, a Greccio, a Poggio Bustone e alla Foresta.

In questi luoghi egli operò miracoli, lasciandovi indelebili segni della testimonianza della rigida regola vissuta dai suoi frati e della predicazione del Vangelo che intendeva realizzare sine glossa. E quindi né mediato, né annacquato. In quel tempo così distante dal Duemila, il santo, muovendosi su una barchetta, si trasferiva nei piccoli conventi della Vallata salpando dai porticcioli sul fiume della città papale che era allora l’umbilicus Italiæ, ove risiedeva spesso papa Onorio III.
Il santo navigava nelle acque del lacus Velinus che nel Medioevo era tornato a impaludare la piana reatina, meditando la futura Regula bullata, il primo Presepe grecciano, la genesi del Cantico delle creature.

Padre Marino Porcelli e Nazzareno Figorilli, vertici della Fondazione Amici del Cammino di Francesco, operando insieme al direttore del Meeting Sandro Giovannelli, hanno ideato e programmato questo singolare incontro spirituale di tanti campioni, dei giovani reatini e di coloro che verranno dalle regioni vicine con Gesù e il francescanesimo e con la partecipazione alla camminata di 14 chilometri verso uno dei santuari più affascinanti e vivo del Cammino di Francesco, che è quello della Foresta, ove, secondo la tradizione avvalorata dal vescovo Arduino Terzi, storico francescano, il Poverello avviò la composizione delle sue Laudes creaturarum e dove la fiorettistica locale colloca il miracolo dell’uva.

Ad accogliere i camminatori i canti del coro del Club Alpino Italiano. Nello spiazzo innanzi all’eremo padre Porcelli ha celebrato la Messa festiva per tutti i partecipanti prima di riprendere il cammino, dopo aver consumato il pranzo al sacco, per tornare a Rieti attraverso un percorso ricco di boschi, di monumenti, di tracce medievali e francescane che ancora sopravvivono per essere infine accolti dal pubblico del Meeting e dal neo presidente della Federazione internazionale di Atletica leggera, il britannico Sebastian Coe, che proprio a Rieti ottenne il suo primato personale sui 1500 nel 1986 e dal suo predecessore, il senegalese Lamine Diack, in carica 16 anni alla guida della IAAF prima dell’inizio delle gare nello stadio “Guidobaldi”.

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