Chiesa di Rieti

Il buon profumo che viene da Dio

Il vescovo Domenico ha raccomandato la fedeltà a diffondere intorno a sé il profumo che viene da Dio, nella celebrazione della Messa Crismale: compito in primo luogo dei pastori, «chiamati a farsi veri unti dal Signore»

Come Cristo, l’Unto per eccellenza, così il popolo cristiano, che raggruppa tutti coloro che sono a lui associati con l’unzione, è chiamato «a diffondere attorno a sé il buon profumo che viene da Dio».

Il vescovo Domenico ha raccomandato la fedeltà a questo compito, nella celebrazione della Messa Crismale, ritrovata dopo il forzato stop dell’anno scorso. Compito in primo luogo dei pastori. Sono loro, ha sottolineato monsignor Pompili, i primi chiamati a farsi veri “unti”.

«E si è “unti” – e la gente se ne accorge – quando lo spirito di Dio penetra in noi, come l’olio si imprime sulla pelle e la rende più luminosa, più tonica, più profumata», facendo trasparire «quel mix di forza e di dolcezza che è proprio dell’unzione secondo lo Spirito».

Un impegno ribadito da tutti i presbiteri presenti in Cattedrale nella solenne liturgia celebrata a metà Settimana Santa, nel rinnovo delle promesse sacerdotali, pronunciato anche a nome dei confratelli forzatamente assenti per via di numerose quarantene.

Un impegno significato nei tre santi Oli – crisma, olio degli infermi, olio dei catecumeni – benedetti dal vescovo e messi a disposizione dei parroci, che questa mattina provvedono a ritirarli al punto di distribuzione allestito presso il Centro pastorale di Contigliano.

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