Chiesa di Rieti

Il benvenuto di Accumoli a fra Mimmo e fra Carmelo

Nella gremita aula liturgica Santi San Pietro e Lorenzo di Accumoli, venerdì 2 novembre, tanta gioia ed emozione per la presentazione ufficiale di fra Carmelo e fra Mimmo alla comunità

Nella gremita aula liturgica presso il centro di comunità della parrocchia Santi Pietro e Lorenzo di Accumoli, venerdì 2 novembre, tanta gioia ed emozione per la presentazione ufficiale di fra Carmelo e fra Mimmo alla comunità.

«Nella giornata della Commemorazione dei defunti, sotto il segno dell’Eucarestia della Resurrezione – ha esordito il vescovo Domenico Pompili – celebriamo una circostanza che è anch’essa un piccolo segno di Resurrezione, accogliendo una comunità di frati minori nella figura di frate Carmelo e frate Mimmo che oggi sono qui accompagnati dai loro confratelli della provincia religiosa della Puglia. Grazie per questo dono che si preannuncia come una delle cose belle della difficile congiuntura che viviamo. Accogliamo con commozione la vostra disponibilità, attraverso la gioia di chi sa che, nei prossimo tre anni, potrà contare nella presenza di questi due fratelli che faranno qui convento, insieme a don Stanislao, per ricostruire la comunità».

Nell’omelia il vescovo ha fatto riferimento alla caducità della vita. «La brevità dell’esistenza, è la nostra stessa identità di esseri umani. Come abbiamo sperimentato in queste zone, siamo esposti e vulnerabili ma è proprio la limitatezza ciò che ci identifica. La vita è breve ma bella, anche per noi che l’abbiamo vista dolorosamente amputata e proprio quello che abbiamo sperimentato ce l’ha fatta apprezzare ancora di più. La vita non può essere una promessa mancata. Noi oggi siamo testimoni di un’opera di bene venuta dal cielo e questo ci dà coraggio e forza di andare avanti perché solo il bene che facciamo e riceviamo, rimane».

A questo punto la parola è passata al ministro provinciale padre Alessandro Mastromatteo: «Siamo felici di poter abbracciare un intento comune, quello dare vita e carne alla parola ascoltata. La presenza di Carmelo e Mimmo può rappresentare un segno della carezza di Dio che asciuga le lacrime». Ha ricordato inoltre la vicinanza delle sorelle clarisse di Bisceglie, attraverso il dono di due candele la cui fiamma rappresenta «la preghiera costante per ciascuno di voi e per le vittime del terremoto».

Attraverso il dono di un’icona raffigurante san Francesco, ha infine sancito simbolicamente l’unione tra la diocesi di Rieti e la fraternità provinciale dei frati minori di Puglia e Molise.

Anche don Stanislao ha espresso la sua emozione ricordando una favola che ricorreva frequentemente nei giorni successivi al sisma. «Due rane cadono in un contenitore di panna e mentre una si arrende alla disperazione, l’altra continua a nuotare. Il giorno seguente, una era morta mentre l’altra riposava nel panetto di burro. Questa storiella è un invito a reagire durante le difficoltà. Oggi, tre anni dopo, abbiamo persone che si autodefiniscono morte dentro e altre che invece si rialzano. In verità, la speranza c’è per tutti e la presenza dei frati è un piccolo segno di Risurrezione che mira proprio a riscoprire la fiducia che si annida nel cuore di tutti noi».

Una mattinata ricca di emozioni, fatta di belle parole, canti e condivisione. Molta la partecipazione da parte della cittadinanza che può ora contare su due punti di riferimento in più.

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