II Domenica di Avvento (Anno B), commento al Vangelo

Un battesimo di conversione

Inizio del vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio. Come è scritto nel profeta Isaia: Ecco, io mando il mio messaggero davanti a te, egli ti preparerà la strada. Voce di uno che grida nel deserto: preparate la strada del Signore, raddrizzate i suoi sentieri, si presentò Giovanni a battezzare nel deserto, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Accorreva a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, si cibava di locuste e miele selvatico e predicava: “Dopo di me viene uno che è più forte di me e al quale io non son degno di chinarmi per sciogliere i legacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzati con acqua, ma egli vi battezzerà con lo Spirito Santo”.

Mc 1-1-8

All’inizio del cammino di Avvento è normale porsi l’interrogativo: che cosa si deve fare per accogliere il Signore che viene?

Che cosa significa “preparare la via del Signore”? Cosa cambiare nella nostra vita perchè la visita del Signore non trovi impedimenti? Di solito si è fermi al passato, si pensa a ciò che è successo circa duemila anni fa, si rischia di riflettere su un avvenimento che ha stravolto il mondo ma che rimane lontano e scritto nella storia dell’umanità. È assente la piena consapevolezza dell’ Avvento “presente” che non si ripeterà più nel prossimo anno poiché sarà diverso. Pensando all’Avvento passato e a quello futuro s’impara a riscoprire l’avvento presente, che è dentro la quotidianità di persone sempre in ricerca e in cammino. Ogni nostra azione troverà spazio nel giudizio finale di colui che si è fatto uomo, ma se entriamo nel cammino tracciato e vissuto da Cristo, il suo giudizio diventa liberante. Cogliere la presenza di Cristo in noi apre l’oggi e il domani alla speranza, in quanto rivela il volto del Padre nel quotidiano.

Il modello di attesa proposta da questa seconda domenica di Avvento è Giovanni il Battista. Egli annuncia il Messia come fine a cui tende l’Antico Testamento e la storia umana. Nel segno del Battesimo egli invita alla conversione per avere il perdono dei peccati. È cosi profeta di un tempo nuovo, il tempo opportuno per la nostra salvezza. I cristiani sono chiamati a vivere con una nuova rinnovata scelta il proprio Battesimo, poiché il Signore che viene chiede conto oggi personalmente ad ognuno di quell’impegno assunto un giorno per amore e in nome mostro.

Dio incarnandosi tiene conto dell’uomo, della sua crescita e del suo comportamento, non lo guarisce senza la fede, senza la conversione; prende il tempo necessario per condividere la vita del suo interlocutore. In un mondo votato al cambiamento ed alla attesa del “Giorno di Dio” che realizzerà “nuovi cieli e una terra nuova”, la “santità della vita” e la “pietà” danno sicurezza e tranquillità di fronte agli elementi che si “dissolvono” e si “fondono”. La santità della vita non è solo oggetto del giudizio finale, ma già prepara questo giudizio; la preghiera che sale dal cuore non chiede soltanto la venuta del Signore come un avvenimento improvviso, ma già lo legge negli episodi della storia umana.

Giovanni il Precursore, nel compiersi del tempo messianico, invita ad esprimere, attraverso un segno che non è soltanto cerimoniale, la volontà di conversione e la speranza dei tempi nuovi, caratterizzati dall’effusione dello Spirito Santo. In questi tempi nuovi, che per noi sono già cominciati, anche se non ancora del tutto realizzati, l’invito alla conversione sfocia necessariamente in gesti significativi, “sacramentali” nel senso più ampio della parola. Tra essi vi sono certamente il Battesimo e la Penitenza, momenti privilegiati d’incontro con Dio che salva e perdona, ma anche atteggiamenti concreti della Comunità e dei singoli (donare, condividere, perdonare, accogliere) da cui traspare la realtà di un cuore nuovo. Sono quelli indicati nell’immagine del “preparare la strada” (Vangelo). Forse, visti con occhi profani, possono apparire come povere, inutili cose; in realtà, invece, nei gesti di un uomo e di una Comunità rinnovati, chi sa leggere, intravede certamente “nuovi celi e una terra nuova, nei quali avrà stabile dimora la giustizia” come ci dice la seconda lettura di questa domenica. peccato o nell’indifferenza, ridestiamoci. Il tempo dell’Avvento è il tempo per tornare alla vigilanza, per domandare perdono a Dio nel sacramento della Penitenza, e godere la grazia e la pace, dono del Signore che viene.

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