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I Santi patroni del Montepiano Reatino. Da don Luciano Candotti un libro sulla devozione popolare

Dal vicario del Montepiano Reatino una indagine storico-documentaria sulla devozione popolare delle comunità corredata da un’ampia raccolta di foto

La testimonianza dei santi come «incoraggiamento per noi, quando siamo alle prese con i nostri limiti»: così scrive don Luciano Candotti nell’introduzione alla pubblicazione da lui curata su I Santi Patroni del Montepiano Reatino. Un agile volume in forma di album con ampio corredo fotografico, che vuol essere, scrive sempre il sacerdote, «non soltanto uno strumento di consultazione ma deve essere uno strumento di gioia e speranza».

Il parroco di Colli sul Velino i giorni di quarantena imposti dal Coronavirus li ha spesi dedicandosi alla sua passione storico-documentaria, preparando i testi di questo libro, per poi, appena possibile, provvedere a una raccolta di foto che raccontassero la devozione popolare delle comunità cristiane del Montepiano, la zona pastorale di cui è lui il vicario foraneo: 19 parrocchie ufficiali, più sei “centri pastorali” (le ex parrocchie accorpate con la riforma della geografia ecclesiastica diocesana del 1987).

Dopo un particolare flash sul mondo francescano – presente nel Montepiano innanzitutto con i tre importanti santuari legati alla memoria del Poverello d’Assisi, ma pure con varie altre presenze del passato di cui resta testimonianza nelle fonti storiche e in diversi edifici di culto e opere d’arte – e una paginetta dedicata a spiegare le forme di pietà popolare espresse nelle immagini e nelle processioni, ecco l’esposizione – paese dopo paese in ordine alfabetico – dei culti di ogni comunità, descrivendo il santo patrono di ciascun luogo (generalmente, ma non sempre, coincidente con il titolo della chiesa parrocchiale): storia del santo e sviluppo del culto in generale nella Chiesa e nella specifica comunità, l’iconografia, le forme di devozione vissute nel paese con raccolta di foto di ieri e di oggi che documentano feste patronali e processioni.

Per diversi luoghi, spazio anche alle varie forme di festeggiamento che, accanto al patrono ufficiale, esprimono la venerazione di questa o quella comunità verso altri santi cari alla devozione popolare, o altre particolari tradizioni – si pensi al “Cristo morto” di Contigliano o al pellegrinaggio sul Tancia di Monte San Giovanni, o alla più recente ma ormai sentitissima festa al recuperato eremo di Santa Maria tra i boschi di Moggio – che costituiscono una radicata caratteristica della pietas delle genti del posto.

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