I nuovi spunti dell’«Amoris laetitia»

A Greccio il vescovo Domenico Pompili ha condotto la riflessione sull’esortazione apostolica post sinodale di papa Francesco sulla famiglia. È stata una serata intensa, la prima in diocesi sul documento pontificio, organizzata dal gruppo di famiglie che operano in parrocchia.

L’Amoris lætitia? Sicuramente un documento “corale”. La mano di Francesco c’è, ma il fatto che sia assai «eterogeneo per stili e linguaggi» sta a dimostrare quanto dietro ci sia una pluralità di voci. «Un testo sinodale, non un assolo»: è la prima cosa che il vescovo Pompili ha voluto rilevare nel presentare l’esortazione apostolica con cui il Pontefice ha raccolto il «cammino di due anni», recependo le indicazioni dei padri sinodali riuniti nelle due assemblee, ordinaria e straordinaria, dedicate dal Sinodo dei vescovi al tema della famiglia.

Un sabato sera dedicato a riflettere sulle indicazioni che il documento papale offre alla Chiesa, quello vissuto a Greccio su invito del gruppo famiglie operante nella comunità parrocchiale posta all’ombra del santuario francescano del primo presepe, d’intesa con gli uffici diocesani che si occupano dell’evangelizzazione e della pastorale familiare. A porgere il saluto introduttivo è stata Marina Rossi, che insieme al marito Daniele Ciferri coordina il gruppo grecciano, ringraziando innanzitutto il vescovo e poi i tanti che gremivano la chiesa del santuario.

Monsignor Pompili è apparso abbastanza emozionato nel proporre l’intensa riflessione dedicata all’importante testo papale. Si trattava della prima occasione in cui, in diocesi, si ragiona sul documento che costituisce davvero un punto di svolta che dovrà orientare l’azione ecclesiale verso la famiglia nei prossimi decenni. Dell’Amoris lætitia Pompili ha messo in evidenza le peculiari caratteristiche: in primo luogo il suo avere per oggetto «l’amore nella famiglia, non la dottrina del matrimonio»: dottrina che non cambia, come più volte spiegato. Semmai a cambiare deve essere l’atteggiamento pastorale verso ogni famiglia, ricordando, ha detto il presule, che esiste per tutti «la possibilità di crescere nell’amore perché siamo tutti in via di perfezionamento». Altra caratteristica del documento: si tratta di «una parola nuova sull’amore, non una stanca ripetizione di cose dette».

Non l’amore sdolcinato stile “romanzetti rosa” né quello dal «gusto retrò e nostalgico di chi rinvia al tempo in cui Berta filava», ma quello concreto, quotidiano, per cui l’Amoris laetitia «ricorre al lessico più comune: poesia, musica, letteratura e cinema che ci aiutano a rileggere l’incontro con l’altro». E poi il suo esaltare, appunto, la gioia dell’amore, avendo l’esortazione «finalmente liberato il discorso della sessualità coniugale dai moralismi o dalla sua funzione puramente allegorica».

Pompili ha quindi sviscerato, aiutandosi con le slide proiettate, i contenuti del documento, sintetizzando i nove capitoli che lo compongono fino alla preghiera finale. Quindi, ha spiegato quelle che sono «le vie dell’amore secondo Francesco», cioè i punti su cui la comunità ecclesiale è invitata a riflettere nel suo porsi verso la realtà familiare: la dinamica della coppia di cui recuperare la centralità; un approccio rinnovato verso tenerezza ed eros; le considerazioni riguardo fedeltà e perdono; la genitorialità biologica e quella educativa; le problematiche concernenti la crisi dell’amore tra i coniugi; le linee della spiritualità familiare; il saper crescere insieme; la legge della gradualità e il ricordare che «nessuno è perfetto»; la misericordia come via della famiglia.

Lazio Sette (Rieti) 12 giugno 2016


One thought on “I nuovi spunti dell’«Amoris laetitia»”

  1. Per_Francesco_Sempre

    Ma il Consultorio FAMILIARE perchè non è stato invitato? Eppure è “familiare”….l’ecumenismo clericale funziona solo a senso unico, a quanto pare (vedasi veglia di pentecoste…..).

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