“I miei genitori non hanno figli”: Marco Marsullo al premio letterario

Il 20 maggio, presso l’Auditorium Varrone, si è svolto l’incontro con l’autore del secondo libro in concorso del Premio Letterario città di Rieti, il romanzo “I miei genitori non hanno figli” (Einaudi) di Marco Marsullo. Presenti gli studenti che hanno aderito all’iniziativa “Adotta un libro”, la Giuria e tutti i lettori.

La storia di un ragazzo di 19 anni con i genitori separati. Niente di più normale al giorno d’oggi, se non fosse che l’ironia iperbolica dell’autore crea episodi letteralmente incredibili. La quotidianità con la mamma vissuta come un “musical” di litigate, gli interminabili video di caccia del padre. Tutto reso con un linguaggio brillante che non rinuncia a qualche piccola e piacevole sperimentazione. Significativo il caso del capitolo 6 con un doppio racconto alternato: l’esame all’università e la litigata dei genitori quando aveva 12 anni.

Spesso è possibile riconoscersi in alcuni dei mille momenti di indifferenza, che tutti insieme creano un originale e simpatico tono grottesco. Un grottesco da ricchi ma ugualmente spietato. Fenomenologia del figlio trascurato insomma, oggetto di un paradossale amore disattento. Ma c’è anche spazio per l’introspezione, il dolore e alcuni tentativi per «rimediare agli errori di fabbricazione tra genitori e figli».

Durante la presentazione è scattata subito una speciale alchimia tra lo scrittore e i ragazzi delle scuole con tante curiosità da soddisfare. Marsullo entra subito in empatia con l’energia dei giovani come nel caso di una studentessa che dopo aver elogiato alcune pagine dichiara candidamente che il libro nel complesso non gli è piaciuto. Ma tra una battuta e l’altra è passato forte il messaggio del testo sul rapporto tra genitori e figli, confinato spesso nell’incomunicabilità, e della necessità per ognuno di seguire la propria strada senza farsi pilotare da niente e nessuno.

Rispondi