I domenica di Quaresima, commento al salmo

Tutti i sentieri del Signore sono amore e fedeltà

Fammi conoscere, Signore, le tue vie, insegnami i tuoi sentieri. Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi, perché sei tu il Dio della mia salvezza; Ricordati, Signore, della tua misericordia e del tuo amore, che è da sempre. Ricordati di me nella tua misericordia, per la tua bontà, Signore. Buono e retto è il Signore, indica ai peccatori la via giusta; guida i poveri secondo giustizia, insegna ai poveri la sua via.

Dal Salmo 40 (41)

La nostra esistenza è un cammino con Dio e verso Dio. Guai a fermarsi, perdere la gioia di nuove esperienze, perdere il valore dei gesti quotidiani e di quanta grazia riceviamo nella nostra vita, cedendo al pericolo del vuoto dei valori e allo svuotamento dell’amore da cui siamo stati generati e destinati a donare al prossimo e alla nostra stessa vita, di fronte alle tentazioni del male.

Quel male che non ha avuto timore di tentare Gesù, Figlio di Dio e da Lui stroncato e annientato anche per tutti noi, come ci narra il Vangelo di questa prima domenica di Quaresima nel racconto delle tentazioni a cui è sottoposto nel deserto. Inizia oggi un tempo propizio alla riflessione della nostra vita di fede, propizio per riannodare e chiarire i nostri rapporti oltre che con il Signore, con i nostri familiari, i nostri amici, il prossimo che il Signore ci ha messo vicino. «Fammi conoscere, Signore, le tue vie, insegnami i tuoi sentieri» (Sal 24,4): prega così il salmista in questa preghiera nel pericolo, attribuita a Davide, dove si denota l’angoscia che permea l’esperienza vissuta e il termine “angoscia”, simboleggia il luogo stretto, “angusto”, in cui è prigioniero lo stato d’animo, impedito a librarsi e esprimersi pienamente. Questa oppressione deriva dal peccato e la preghiera rivolta al Signore è di essere liberato, di poter vivere di nuovo pienamente gli infiniti spazi dell’amore divino.

La liberazione può esserci solo percorrendo, nel proprio cammino, i sentieri dell’amore divino, quei sentieri che spesso vengono occultati dai rovi che la tentazione del male, vinta da Gesù nel deserto, fa crescere nella nostra esistenza.

La condizione per poter seguire i sentieri divini è soprattutto di essere liberi dai tanti lacci disseminati nella nostra vita e riconoscersi bisognosi di aiuto in quanto creature fragili e deboli, orientando la propria vita sulla via a volte stretta e impervia della salvezza, ma vera, unica, tracciata da Gesù con il suo sangue innocente, sulla croce.

 

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