I conti con il passato

Io, l’uomo nero – Una vita tra politica, violenza e galera”. È il titolo del libro in cui Pierluigi Concutelli racconta la sua esperienza di lotta armata. Sabato 21 maggio alle 17.30, nella Sala Conferenze della Sabina Universitas (Palazzo Vecchiarelli in Via Roma a Rieti), Stefano Pozzovivo incontrerà Giuseppe Ardica, autore del volume.

L’ex terrorista italiano, militante neofascista, è stato rilasciato in aprile per motivi di salute. La notizia ha suscitato molte polemiche, soprattutto da parte dei familiari del giudice Vittorio Occorsio che fu assassinato dal commando di cui faceva parte l’ex leader di Ordine Nuovo. Concutelli ormai non può più parlare a causa dell’ictus che lo ha colpito e l’unico contributo per conoscere in maniera approfondita la sua vicenda è rappresentato dal libro-intervista scritto da Giuseppe Ardica e pubblicato per “Gli specchi” di Marsilio nel 2008: un libro che è tornato prepotentemente d’attualità e che è al momento l’unico testo attendibile alla cui stesura ha collaborato attivamente il terrorista nero.

Abbiamo incontrato in anteprima Giuseppe Ardica:

Concutelli è un uomo che non smette mai di dividere gli animi e creare polemiche, e questo libro da lei scritto ne condivide la sorte. Miriam Mafai dalle colonne di Repubblica lo contestò duramente, perché si opponeva alla possibilità di dare voce a un terrorista. Lei che rispose?

Io risposi che Concutelli è un testimone importante di quei tempi. E in ogni caso è un assassino. Un uomo che ha sulle spalle il peso enorme di aver ucciso uomini inermi. Certo non è un pentito. Almeno non nel senso giudiziario del termine. Ma il pentimento giudiziario non puo’ essere un discrimine per ascoltare una voce. Il peso della memoria, i fantasmi degli anni di piombo non possono e non devono farci paura. Concutelli è un testimone importante e per questa ragione deve essere ascoltato. Per comprendere, capire certi errori che all’epoca, e non soltanto dai terroristi, furono fatti.

Come le è venuta l’idea di scrivere un libro sul Terrorismo nero?

Il libro su Concutelli è la tesi di laurea che avrei voluto fare quando mi laureai a Catania in Scienze Politiche. E che il professore non mi consentì di fare. A parte questo il mio, e lo voglio precisare, non è un libro sugli anni di piombo. È solo la testimonianza di un un uomo, di una vita tragica. E come tale deve essere letto.

Che ricordo ha dell’uomo Concutelli?

Di un uomo piegato dai rimorsi e dagli anni di galera. Quando l’ho incontrato per la prima volta ero sorpreso: di lui ricordavo le foto in bianco e nero sui giornali. Un omone deciso e determinato. Invece, quel giorno di maggio del 2006, avevo di fronte un signore anziano, con una lunga barba bianca, che faceva fatica a camminare.

Per quale motivo secondo Lei sabato prossimo dovremmo venire alla presentazione di “Io, l’uomo nero” e acquistare il libro?

Perché? Perché è un libro che potrebbe spiegare ai più giovani cosa fu l’Italia negli anni Settanta. E ricordare a chi c’era il clima da guerra civile strisciante, degli opposti estremismi, delle bombe e delle stragi. È un contributo, umile certo, al dibattito su un periodo della nostra storia che qualcuno, magari, vorrebbe nascondere.

 

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