Cinema

I 50 anni del Giffoni Film Festival, il cinema per i giovani

Al via in provincia di Salerno, la 50ma edizione del Giffoni Film Festival, la più importante rassegna di cinema per ragazzi

Imponenza, qualità, fantasia, energia: sono queste le cifre del Giffoni film festival, nato 50 anni fa per “promuovere e far conoscere il cinema per ragazzi”, ma soprattutto per elevarlo ai ranghi più elevati, quello di un cinema di qualità e di capacità di penetrazione del mercato. In un momento tanto drammatico come quello che il mondo ha vissuto e sta ancora vivendo a causa del coronavirus, Giffoni50 non si arrende, ma si presenta sotto nuove spoglie e il suo programma – spiega il fondatore e direttore Claudio Gubitosi – è un “vero e proprio inno alla gioia”, un “esempio straordinario” in un momento così difficile, che “stupisce anche per la presenza fisica di tantissimi protagonisti della vita artistica, culturale, scientifica ed istituzionale italiana”.

Le novità di quest’anno

L’edizione 2020, per forza di cosa in versione estremamente ridotta, vede 610 giurati coinvolti fisicamente, tutti ovviamente giovanissimi, ai quali spetterà il compito di rappresentare gli oltre 7500 ragazzi che, prima della emergenza Covid, erano già entrati a far parte delle varie sezioni. Tema di quest’anno è quello della Terra, che chiude la trilogia degli elementi avviata tre anni fa da Acqua e proseguita poi con Aria. In questa una situazione drammatica anche per l’arte e la cultura, come può quindi Giffoni essere da sprone, da spinta? A questa domanda Gubitosi ha risposto facendo “mutare pelle” al Giffoni per “farlo incamminare verso una nuova visione che permetterà ai giovani, alle generazioni attuali, di stare veramente dentro un mondo completamente nuovo. Si deve trarre tesoro da questo periodo di prova per rafforzare di più il concetto di valori”.

A distanza, ma migliaia di giovani potranno partecipare

Per dare la possibilità a tutti i giovani di vivere il Festival, sono stati creati 46 hub in Italia e all’estero, per un totale di 2000 ragazzi coinvolti virtualmente e in presenza. Giovani che, seppur in lontananza, hanno dato via a veri e propri gruppi che vedranno in contemporanea i film di Giffoni e parteciperanno a collegamenti e discussioni.  “Mai fatta una cosa del genere – prosegue Gubitosi – ho pensato veramente a come dare la possibilità ai ragazzi di poter vivere in un modo diverso, e sarà anche più bello, non necessariamente triste perché stanno lontani, anzi! Li vedo così impegnati e organizzati!”.

Giffoni Festival, una porta aperta tutto l’anno

Sono 47 le opere in concorso da 26 nazioni, a cui si aggiungono master class con registi, sceneggiatori, attori, tra cui Richard Gere e Silvester Stallone, incontri con uomini e donne di scienza, come Franco Locatelli, direttore dell’Istituto Superiore di Sanità, personaggi che forse, in altri tempi, aggiunge Gubitosi “non sarebbero mai venuti a Giffoni”. E poi ancora, rappresentanti istituzionali, tra loro ministri che verranno interrogati dai giovani su questioni attuali, dall’ambiente al lavoro. Non ci saranno più i 10-11 giorni tradizionali di eventi, ma Giffoni sarà una “porta aperta”, una piattaforma dove in qualunque momento dell’anno si potranno promuovere nuove produzioni. Nell’anno in cui l’umanità ha sperimentato una chiusura assolutamente incredibile e devastante, Giffoni spalanca le sue porte “per consentire ai giovani di mettere in moto energia vitale – conclude Gubitosi – grazie anche alla presenza di persone che possono dare qualcosa ai ragazzi ora come non mai”.

Da Vatican News

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