Husqvarna TE: una enduro per tutti

La casa italo-svedese del gruppo tedesco BMW Motorrad ormai va forte nei settori off-road come nella sua più classica tradizione.

Ormai dal lontano 2007 la linea di questa monocilindrica rimane invariata e la caratteristica principale è che sulle stessa base si possono sviluppare due utilizzi differenti della stessa moto ovvero con il semplice cambio di “scarpe”, cioè cambiando le gomme si può passare da una enduro pratica nelle mulattiere e nel fango (il modello che prende il nome di TE) ad una motard tutto fare (ovvero la SMR).

Nel nostro caso prendiamo in considerazione il modello destinato all’aspetto più sporco del motociclismo ovvero l’Enduro: il modello di punta per l’anno 2012 è sicuramente quello che monta il motore da 310cc di cilindrata con 37.9 cv di potenza basato sulla monocilindrica utilizzata nel campionato E2 dal campione Antoine Meo; la scelta è stata di certo coraggiosa visto il potenziale espresso dagli avversari tutti dotati di motori di 450 cc. Il motore di questo modello specifico è direttamente derivato da quello della sorella minore TE 250 e, grazie all’estrema leggerezza delle sue componenti, è “dimagrito” fino a pesare solo 22 kg, con la maggior cilindrata dona al mezzo maggiore coppia e soprattutto maggior potenza che diventa comunque ben gestibile grazie all’innovativo manettino posto sul manubrio che permette di selezionare una delle due mappature disponibili. Le prestazioni vengono poi migliorate anche dal nuovo impianto di scarico che è si una novità ma è sviluppato sulla base del precedente, ha l’incarico di scaricare i fumi provenienti dal motore monocilindrico con testata bialbero e quattro valvole in titanio, alimentato da un’iniezione elettronica Mikuni correlata da un corpo farfallato da 45mm. Le due mappature selezionabili sono state settate in base alle diverse condizioni di enduro praticabili, infatti portano i nomi di Hard, per l’assetto più brusco in cui il motore eroga tutta la sua potenza senza tagli di nessuna sorta, e poi vediamo presente il cosi detto assetto Soft ovvero avviene il taglio della cilindrata per un’erogazione più dolce senza troppi strappi sulla catena anche in marcia. Oltre alle due differenti mappature la TE offre due metodi di accensione differenti, infatti possiede sia il blocchetto per lo starter elettrico che la leva per l’avviamento meccanico che risulta comodo in caso in cui la batteria decida di non dare il suo contributo. Ultima chicca sotto il profilo motoristico è l’impianto di raffreddamento che salvaguarda l’affidabilità del monocilindrico con un sistema termostatizzato dotato di una ventola che evita il surriscaldamento delle componenti in situazioni di enduro estremo e lento. Il cambio è composto da sei rapporti sempre in presa con comando idraulico che si rivela sempre veloce e preciso anche durante l’esperienza su fuori strada. Infine un rapido sguardo alla ciclistica che comunque sia offre componenti di pregio, infatti il telaio è un monotrave in acciaio per assorbire gli urti in modo più deciso e il telaietto posteriore che regge la trazione è in lega leggera, consentendo maggior maneggevolezza e maggior prontezza di risposta visto proprio il peso contenuto. Andando avanti troviamo il gruppo delle sospensioni composto sull’anteriore da una forcella a steli rovesciati Kayaba con il diametro di ogni stelo di 48mm con doppia regolazione (sia in compressione che in estensione) con un escursione di 300mm; sul posteriore lavora un nono ammortizzatore (ormai ovvio in ogni motociclo) che presenta comunque una doppia estensione ma a differenza dell’avantreno l’escursione scende fino a 296mm. Infine l’impianto frenate Brembo che prevede sulla ruota anteriore un unico disco da 260mm con pinza flottante a due pistoncini mentre sul posteriore è montato un disco che misura 240mm sempre con pinza flottante ma con un unico pistoncino. I cerchi sono di alluminio anodizzato con i raggi stretti e misurano rispettivamente 21” davanti e 18” dietro con monogomma Pirelli di misure 90/90 per l’anteriore e 120/90 per il posteriore.

In linea di massima la ciclistica è uguale per tutte le versioni di questa creazione della casa italo-svedese cambia però la potenza del motore, infatti la 310 è il modello centrale della gamma e possiede “sorelle” minori (la TE250 prodotta in due livree differenti) e maggiori (la TE449, TE511, TE630); soprattutto le seconde hanno visto la luce in seguito all’acquisto della casa da parte del gruppo BMW Motorrad. La linea è comunque aggressiva come in ogni modello e il faro anteriore è stato rivisto nella forma, affogandolo nel minuscolo cupolino da l’impressione di scarsa potenza ma poi si comporta egregiamente in ogni situazione; l’altezza dal suolo rende scomoda la guida per i meno alti ma il corpo stretto e il serbatoio poco ingombrante la rendono in ogni caso sicura e maneggevole, complice anche il peso contenuto. Il cruscotto è piccolo ma contiene informazioni utili anche se diventa poco leggibile in pieno sole ed è protetto solo da un unghia che si allunga dal cupolino. Per concludere il confort: non è elevato visto l’utilizzo a cui è destinato il mezzo, infatti la sella è dura e il passeggero praticamente non è previsto, sull’asfalto le gomme tassellate accentuano le vibrazioni e diventano pericolose in caso di viscidume o asfalto umido perdendo aderenza. La protezione dall’aria è nulla e si creano ad alte velocità turbolenze anche sul busto del pilota, ovviamente non è un problema per chi sceglie questo segmento dato che non si cercano prestazioni al limite su strade asfaltate. Insomma è una moto sconsigliata sia per lunghi viaggi, sia per la città anche se le sospensioni morbide digeriscono bene il pavè; in parole povere è una monocilindrica pronta per l’uso off-road anche più rude, c’è da dire che neppure le versioni più potenti sono moto da competizione, quindi ben gestibili anche da piloti non troppo esperti purché non siano neofiti. Il prezzo varia tra gli 8.680 euro per la TE250, passando per i 7.360 euro della TE630 e per i 9.090 euro della 511 sino a giungere ai 10.690 euro per la versione TE250 replica del campione Antoine Meo. Vasta scelta di modelli ma forse è più uno sfizio per pochi viste le scarse possibilità d’utilizzo.

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