Guida all’usato: Ducati 748s

Sono passati anni da quanto la matita di Massimo Tamburini ha disegnato il più bel capolavoro del motociclismo italiano. La 748, o il 748 che dir si voglia, è la sorella minore della 916 che nel corso degli anni ha partecipato e vinto diversi mondiali superbike sotto le mani e l’esperienza del mitico Carl Fogarty. Sono state sviluppate diverse versioni che differiscono maggiormente per la potenza del motore. Si è sempre partiti dalla base il cui propulsore è in grado di erogare la potenza di 93 CV alla ruota per approdare alla S che eroga 97 Cv.

È una moto nata per la pista e non concede compromessi. Riprende dalla sorella maggiore scatto e nervosismo. Ai bassi strappa un po’ e l’assenza di elettronica si fa sentire. Peccato per l’impianto elettrico che lascia parecchio a desiderare vista la sua semplicità.

La versione base ha forcelle a steli normali a differenza della S che monta gli steli rovesciati; altra differenza è nel numero di razze che compongono il cerchio posteriore: la base ha tre razze mentre la S cinque. Le particolarità non finiscono qui infatti i cerchi sono forgiati in magnesio e la pompa freno anteriore è una Brembo serie oro che garantisce una frenata sempre potente e sicura. Infine il mono posteriore che è regolabile nel precarico della molla.

Il motore desmo-otto è poco scattante ai bassi regimi ma una volta salito di giri il propulsore diventa più che godibile aiutato anche dalla ciclistica ben a punto.

In ogni caso la medaglia ha due facce. I pro sono di certo l’erogazione del motore, a ciclistica e la linea intramontabile. Al contrario il contro più rilevante è lo scarso comfort anche per brevi tratti, tutto dovuto alla taratura rigida delle sospensioni e alla posizione caricata sui polsi. Infine in tempi in cui la benzina sale a livelli assurdi il portafogli non è così contento visti i consumi.

Non si può negare però che una volta messa nel garage una moto del genere si avvera un sogno e quando si esce ogni testa si gira per guardare!!

In caso di acquisto controllare: condizioni vaschetta liquido refrigerante; in alcune versioni l’eccessiva pressione creatasi all’interno provoca spaccature all’altezza del punto di raccordo tra le placche di plastica, proprio sopra il telaio. Un consiglio per evitare questi spiacevoli inconvenienti: non versare mai troppa acqua nella vaschetta. Una controllata al livello dell’olio motore non fa male e soprattutto al pressostato posto sopra il carter giacché viste le elevate vibrazioni può spaccarsi perdendo fluido. Attenzione al chilometraggio: la Ducati a ventimila chilometri prevede il cambio delle cinghie di distribuzione (un lavoro che risulta costoso e complesso). Infine non guasta buttare un occhio, dopo le prime staccate, alle condizioni dei paraoli delle forcelle anteriori perché potrebbero spaccarsi vista l’età del mezzo.

Dopo aver controllato per benino tutto sarà la passione a dire la sua. Se si ama il motore bicilindrico casinista e scorbutico e si è disposti a sacrificare il comfort questa è la moto adatta a voi. Se invece si preferisce la tranquillità di marcia con pochi interventi di manutenzione meglio una giapp.

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