Piccola rivoluzione in casa Google: addio ai codici di sicurezza

Dopo quasi dieci anni di progettazione, il motore di ricerca manda in soffitta i “captcha”

Piccola rivoluzione in casa Google. Il motore di ricerca di Mountain View manda in soffitta i “captcha”, con grande soddisfazione degli utenti. Chi di noi, infatti, non ha trascorso minuti interminabili a digitare lettere e numeri raffigurati in un’immagine per dimostrare che siamo una persona (e non un computer)? O è rimasto frustrato davanti all’impossibilità di comprendere se la fotografia mostrasse un negozio o una casa, un giardino o un campo da golf?
Il test, che deriva dall’inglese “completely automated public Turing test to tell computers and humans apart” ovvero “Test di Turing pubblico e completamente automatico per distinguere computer e umani”, ha un obiettivo preciso: impedire che i bot (programmi che accedono alla Rete attraverso i canali impiegati dagli utenti in carne ed ossa) sfruttino determinati servizi – forum, registrazioni sui siti web, commenti, email, accesso ai blog, etc. – per creare spam o violare la sicurezza con operazioni di hackeraggio. Il fine è meritevole, ma il mezzo utilizzato non si è dimostrato all’altezza. Troppe complicazioni e lentezze per gli utenti. E così Google ha inventato il sistema “Invisible reCaptcha” che, stando ai proclami dell’azienda, promette di essere “duro con i bot e facile per l’uomo”.
Il connubio vincente sarà l’unione tra l’intelligenza artificiale, in particolare l’apprendimento automatico, e un’analisi avanzata del rischio che si adatta a minacce nuove ed emergenti. In pratica, il sistema analizzerà una serie di dati, dall’indirizzo IP al modo in cui si muove il mouse, per stabilire se una determinata richiesta a un sito web arriva da una persona o da un bot. Soltanto nel momento in cui non si dovesse riuscire a determinare con certezza la natura dell’utente, gli internauti saranno chiamati a svelare la propria identità a colpi di click. Un passo in avanti per ridurre al minimo il disagio e velocizzare la navigazione in Rete.

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