Giugno Antoniano

Giugno Antoniano: ultimi preparativi prima dell’inizio dei festeggiamenti

Il 12 giugno? È sempre caratterizzato dai preparativi ultimi: la statua e la sua collocazione. Anche quest’anno, con i festeggiamenti antoniani spostati a Sant’Agostino e ridotti all’essenziale

Il 12 giugno? È sempre caratterizzato dai preparativi ultimi: la statua e la sua collocazione. Lo è anche quest’anno, con i festeggiamenti antoniani spostati a Sant’Agostino e ridotti all’essenziale. Nella basilica minore di piazza Mazzini la statua di sant’Antonio di Padova è giunta da San Francesco, venendo a creare un ideale connubio tra le due storiche chiese mendicanti che in qualche modo diventa anche un richiamo alla primitiva vocazione agostiniana del canonico portoghese Fernando da Buglione, poi divenuto fra Antonio nell’ordine francescano. E la vigilia della sua festa, che segna l’avvio ufficiale del Giugno Antoniano Reatino, come sempre ci si dà da fare per preparare l’esposizione.

A procedere alle operazioni, confratelli e consorelle della Pia Unione. Si sistema la chiesa, si lavora all’esterno e soprattutto si provvede al classico rito della vestizione. Stavolta più semplice e breve: c’è solo da sistemare sulla statua il saio nero cinto dal cordone con la corona del Rosario. E acconciare bene la statua del Bambino Gesù, che viene sorretta in mano dal santo taumaturgo secondo la classica iconografia. In mano al Bambinello si pongono le spighe, dono dei contadini della Piana per grazia ricevuta, mentre un giglio è posto nell’altra mano del santo.

In sagrestia, ad armeggiare con statua e statuetta, con le veterane Maria Pia e Anna Maria e le più giovani Monia e Secondina, non manca, anche stavolta, don Roberto, per tanti anni cappellano della Pia Unione, il quale anche dopo aver ceduto il testimone ai frati della Comunità interobbedenziale, alcuni momenti, tra cui questo della vestizione, continua a non volerseli perdere.

Quando è tutto pronto, la statua viene sistemata nel luogo predisposto, pronta per la prima Messa del programma liturgico, celebrata alle 18.30 dai cappellani.

Alle sei in punto sarà il suono a distesa delle campane a indicare alla città che il santo è esposto e pronto alle due settimane in suo onore.

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