Giovani reatini e Chiesa: non sono poi così lontani

Se fosse un ragazzo solo, avrebbe un notevole bisogno spirituale, che non riesce però a trovare casa nella Chiesa. Il ritratto è quello che esce dai questionari cui hanno risposto 2500 giovani delle scuole superiori del nostro territorio. Le percentuali aprono una piccola fenditura sull’anima e i bisogni di fede dei più giovani, e sembrano una buona introduzione all’Incontro pastorale del prossimo settembre. Intanto l’indagine continua con la versione on-line del questionario e altre iniziative

Ha un grande potenziale e qualche contraddizione. È il “giovane” come inizia ad emergere dai questionari sottoposti dall’Ufficio Evangelizzazione e Catechesi della diocesi di Rieti ai ragazzi delle scuole medie superiori del territorio. Un’indagine riuscita grazie all’aiuto dei presidi e degli insegnanti di religione e svolta come tassello di un più ampio percorso di avvicinamento all’Incontro pastorale diocesano, che sarà tutto un ascoltare e un lasciarsi interrogare dai più giovani.

Alle domande, centrate sul rapporto tra i ragazzi e la Chiesa, hanno risposto in 2.500. E in attesa che la lettura delle schede sia completa e i dati vengono sistemati in modo organico, è possibile iniziare a ragionare sui risultati del campione già analizzato. Un’urgenza giustificata, perché al di là delle indagini nazionali e delle linee di tendenza generali, «qui – ha sottolineato padre Mariano Pappalardo – si parla dei “nostri” ragazzi».

E a guardar bene, le sole proiezioni già ci dicono cose significative. Ad esempio emerge che il 98% dei ragazzi è battezzato, il 94% ha ricevuto la Comunione e l’84% la Cresima. Una tendenza che di per sé già annuncia il fenomeno tristemente conosciuto del “crollo del post-cresima”.

E se alla domanda «Chi ti ha parlato per la prima volta di Gesù», il 37% ha risposto “i genitori”, il 16% i nonni e poi la maestra e così via, come a dire che la famiglia è un ambito da curare e promuovere se si vuole stimolare una sensibilità verso la fede.

«Quanto conosci Gesù?». Il 45% dei ragazzi dice di conoscerlo bene, 37% poco, il 16% quasi per niente. Se sommiamo il poco e il quasi per niente abbiamo il 53%: più della metà dei ragazzi che seguono l’ora di religione. Ma il dato non stupisce quando si apprende che il 92% degli studenti non legge per conto suo il Vangelo. Al punto da farci chiedere in quale modo abbia incontrato Gesù quel 45% di giovani che dice di conoscerlo bene!

Altra nota dolente, ma non stupisce più di tanto, è quella della messa domenicale. Quasi il 90% dei nostri giovani non ci va mai o quasi mai. Forse perché il 47% dei ragazzi la trova noiosa e al 23% sembra difficile da seguire. C’è però un 15% abbondante che la trova avvincente: tutti dati su cui ragionare, insieme al fatto che il 32% dei ragazzi trova comunque attraente il momento della Comunione. Viene infatti il dubbio che i numeri esprimano il bisogno dei ragazzi di un rapporto intimo con il Signore.

E chissà se dietro queste percentuali c’è un catechismo poco apprezzato. Messo da parte il dato per cui il 14% non ci è andato (pur avendo comunque ricevuto i sacramenti!), le percentuali dicono che quasi la metà dei giovani ha vissuto con indifferenza o ostilità il suo rapporto con i catechisti, anche se è bello che il 40% circa li abbia invece apprezzati.

Può voler dire che è quanto mai necessario puntare sulla relazione con i ragazzi, anche perché, per molti di loro, le questioni che riguardano la fede sono un capitolo tutt’altro che chiuso. Il 59%, infatti, si dice ancora in ricerca: è innanzitutto questi giovani che la Chiesa dovrebbe intercettare. Perché non è vero che i ragazzi sono si disinteressati alla fede. Il punto è che la Chiesa non riesce a farsi trovare sulla loro strada.

Non a caso, il 74 % dei nostri ragazzi dice di sentirsi poco ascoltato dalla comunità ecclesiale e solo il 30% pensa che la Chiesa sia disponibile ad ascoltare le loro richieste. Un 30% da non deludere e da cui ripartire, perché il 56% dichiara di avere comunque interesse per le cose che riguardano la religione.

Mentre in tanti si stracciano le vesti perché i giovani hanno abbandonato la Chiesa, le inchieste dicono che sono i giovani a pensare che la Chiesa li abbia abbandonati. L’appuntamento dell’Incontro pastorale, è un’occasione per dimostrare loro che si sbagliano, che la Chiesa li ha a cuore e… lotta insieme a loro!

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