I giovani ci interpellano, presentati i risultati dei questionari

I 2500 questionari compilati dagli adolescenti fra i 14 e i 18 anni costituiscono un campione abbastanza rappresentativo di quello che è il rapporto della prima fascia dell’età giovanile nei confronti della Chiesa e della fede. Tocca a Simona Santoro, responsabile dell’Ufficio scuola della diocesi, illustrare i dati del sondaggio che gli insegnanti di religione hanno curato di diffondere fra gli studenti delle scuole superiori reatine.

«I giovani chiedono un dialogo serio», ha detto Simona nell’introdurre la presentazione dei risultati, commentando poi via via le slides che fanno emergere un quadro variegato e a tratti apparentemente contraddittorio: un legame ancora forte di tradizione religiosa, con un’amplissima maggioranza di battezzati (e che restano fino alla prima comunione, cominciando però già a scendere in preadolescenza con il dato della cresima che va in evidente calo) e domande sul proprio rapporto personale con la vita cristiana, la conoscenza del Vangelo, la pratica religiosa e soprattutto il modo di considerare gli adulti della comunità.

Rigorosamente anonimi, tali questionari costituiscono «una risposta vera, sincera», ha evidenziato la professoressa Santoro. Da saper bene interpretare, anche in quelle domande in cui è alto il numero di quanti eludono la risposta, preferiscono non mettersi troppo in discussione. E comunque, anche là dove contestano, si sentono al di fuori, si dichiarano estranei e non compresi, interessante capire quanto il mondo giovanile esprima un anelito – a tratti latente – che può dirsi spirituale.

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